Un amplio mix di rappresentanti istituzionali e personalità varie, con cornice di un attento pubblico di cittadini, nel pomeriggio di ieri ha dato vita a una significativa iniziativa incentrata sul tema del benessere emotivo e dell’inclusione, confermando il valore della rete e della solidarietà che i piccoli centri sanno offrire per vocazione.
Il dialogo come primo passo
La manifestazione si è svolta presso il centro di aggregazione giovanile della frazione di Melicuccà di Dinami, che ha ospitato un momento di profonda riflessione dedicato alla salute mentale, in cui, argomento della discussione ci sono stati la persona e l’importanza delle relazioni umane, a dimostrazione del fatto che il dialogo aperto è il passo fondamentale per la prevenzione e il supporto emotivo.
L’intervento del sindaco
Ha aperto il dibattito il sindaco, Nino Di Bella, il quale ha rimarcato l’importanza dell’impegno istituzionale nei confronti delle persone che possono avere delle fragilità particolari, sottolineando che la salute mentale riguarda tutti e non dovrebbe mai essere motivo di vergogna o isolamento, e che le istituzioni hanno il dovere di promuovere una cultura dell’ascolto, della vicinanza e dell’inclusione. Il primo cittadino, quindi, ha evidenziato la forza dei piccoli centri, dove la solidarietà e la prossimità si traducono spesso in un aiuto concreto, ribadendo che Dinami è abitata da una comunità che accoglie, ascolta e non lascia solo nessuno.
I ringraziamenti ai relatori
Nel corso dell’intervento, un ringraziamento speciale è stato rivolto da Di Bella all’Arma dei Carabinieri e a tutti i relatori: Don Rocco Suppa, già guida spirituale a Dinami e attualmente parroco a Filadelfia, don Angiolo Solano, parroco della frazione Monsoreto, gli psicoterapeuti Donatella Tropeano, Santo Cambareri e Giuseppe Iannarella, il regista Roberto Orazi, l’attore Giuseppe Oppedisano e due dei protagonisti del film, Cesare Tascedda e Cristiano Altieri.
Fare rete per superare i pregiudizi
L’iniziativa, di particolare pregio, ha permesso di valorizzare la propensione al superamento dei pregiudizi, promuovendo una cultura in cui la sofferenza emotiva non sia sinonimo di isolamento, e ha evidenziato l’importanza di fare rete sfruttando la forza relazionale dei piccoli centri per offrire vicinanza e supporto concreto. Un aspetto centrale è stato il coinvolgimento corale, nato dalla sinergia tra tutte le istituzioni e personalità coinvolte, arricchito da testimonianze significative come quella di Giuseppe Gagliardi, nativo di Dinami, che ha confermato il profondo e indissolubile legame con la propria comunità d’origine.
Il messaggio della giornata
Un pomeriggio, quindi, in definitiva, che ha lasciato un messaggio inequivocabile: la forza di una comunità si misura nella capacità reale di prendersi cura delle sue componenti più fragili, senza stigmatizzare ed etichettare chi ha problemi di salute, di qualsiasi tipo, a maggior ragione se mentale.




