I consiglieri regionali di opposizione attaccano il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, sulla riforma del trasporto pubblico locale. La dichiarazione congiunta è firmata da Ernesto Alecci, Rosellina Madeo, Giuseppe Ranuccio e Giuseppe Falcomatà (Pd); Ferdinando Laghi ed Enzo Bruno (Tridico Presidente); Elisabetta Maria Barbuto ed Elisa Scutellà (Movimento 5 Stelle); Francesco De Cicco (Democratici Progressisti Meridionalisti); Filomena Greco (Casa Riformista-Italia Viva). La minoranza invita il presidente a presentarsi in aula: “Occhiuto venga in Consiglio regionale, discuta la proposta articolo per articolo e risponda alle critiche davanti ai calabresi”.
Il caso della fiducia
Al centro della polemica c’è l’ipotesi, annunciata dallo stesso Occhiuto, di “blindare” la riforma ricorrendo alla questione di fiducia. I consiglieri parlano di “un vero e proprio cortocircuito politico”: secondo loro la maggioranza “sa benissimo di non avere i 21 voti necessari, complice anche la posizione del consigliere Domenico Giannetta”. Inoltre, sostengono, lo stesso presidente avrebbe dichiarato che sarà il primo a non votare la sua riforma, “un atteggiamento paradossale e irresponsabile”.
L’opposizione accusa Occhiuto di voler imporre una legge “cruciale per centinaia di migliaia di calabresi” (studenti, lavoratori, famiglie e imprese) sottraendola al confronto democratico, per poi non votarla e pretendere che lo facciano gli altri. “Se si arriva all’utilizzo di questi mezzucci”, affermano, “significa che il primo a non credere nella propria proposta e alla propria maggioranza è proprio Occhiuto».
Il bando europeo
I consiglieri denunciano anche una “gestione gravissima”: i termini per la presentazione del bando europeo per il Tpl su gomma, ricordano, sono in scadenza. Per l’opposizione c’è “una chiara volontà della giunta e della sua maggioranza di rinviare e non pubblicare la gara”, con il rischio di esporre la Calabria a una procedura d’infrazione europea e al taglio dei fondi nazionali destinati al settore, oltre a perpetuare i disservizi per i cittadini.
“Non saremo complici di questo blitz”
“Le riforme e la programmazione seria non si fanno con la paura del voto, con i ricatti”, scrivono i firmatari, che si dicono “pronti a sfidare il Presidente in aula”. E avvertono: “Se sceglie la via della forza, sappia che non saremo complici di questo blitz”. Ricorrere alla fiducia, aggiungono, significa rischiare di mandare la Calabria al voto a distanza di appena un anno dalle ultime elezioni, “solo per risolvere le beghe interne alla sua maggioranza”.
Se Occhiuto intende imboccare questa strada, concludono, “se ne assuma la piena responsabilità davanti ai cittadini, senza cercare alibi o scaricare colpe sull’opposizione. La Calabria ha bisogno di trasparenza, di servizi funzionanti e di gare nei tempi dovuti, non di teatrini e giochetti d’aula”. E chiudono: “Noi, lo aspettiamo in Consiglio”.
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