Talk About Mafia, all’Itis Scalfaro di Catanzaro magistrati a confronto su ’ndrangheta, maxi processi e donne che scelgono di ribellarsi

Seconda tappa del progetto promosso dalla Commissione criminalità organizzata dell’Anm: al centro il ruolo femminile nelle cosche, le difficoltà dei grandi procedimenti giudiziari e le tutele previste dalla legge “Liberi di scegliere”. Attesa la presidente della Commissione parlamentare Antimafia Chiara Colosimo

Dopo l’inaugurazione di giugno a Reggio Calabria, il progetto T.A.M. (Talk About Mafia) approda a Catanzaro, all’Itis Scalfaro, per il secondo appuntamento promosso dalla Commissione sulla criminalità organizzata dell’Associazione nazionale magistrati. L’iniziativa nasce su invito dei colleghi del capoluogo e della loro Giunta esecutiva sezionale, con l’obiettivo di portare il confronto sulla mafia fuori dai palazzi di giustizia, creando occasioni nelle quali magistrati e cittadini possano conoscersi, dialogare e stimolarsi reciprocamente.

La scelta di incontrarsi sui territori risponde a una precisa impostazione: affrontare la criminalità organizzata non soltanto attraverso l’analisi giudiziaria e normativa, ma anche favorendo una conoscenza più diretta dei fenomeni mafiosi e degli strumenti necessari per contrastarli.

Donne di ’ndrangheta e maxi processi sotto la lente

Uno dei due nuclei centrali dell’incontro sarà il ruolo delle donne nella ’ndrangheta, tema che verrà approfondito dalle magistrate Marisa Manzini, Giulia Pantano e Annamaria Frustraci. Un argomento che richiede di esaminare le dinamiche interne alle organizzazioni criminali, senza trascurare le diverse posizioni e responsabilità delle donne che ne fanno parte o che crescono in ambienti familiari mafiosi.

La seconda sessione sarà dedicata alla complessità dei maxi processi, dalla fase cautelare al dibattimento, con particolare attenzione agli aspetti organizzativi e alle risorse necessarie per affrontare procedimenti di grandi dimensioni. Il confronto vedrà dialogare la giovane magistrata Lucia Antonella Bongiorno e il procuratore distrettuale Camillo Falvo.

Accostare magistrati entrati in carriera in periodi diversi è una scelta caratterizzante di Talk About Mafia. Il progetto punta infatti a favorire uno scambio concreto di esperienze e conoscenze tra generazioni, mettendo in relazione chi si confronta oggi con le prime responsabilità professionali e chi ha maturato una lunga esperienza sul campo. Le conclusioni di entrambe le sessioni saranno affidate ad Anna Introini, che riunisce competenze ed esperienze sia nei procedimenti riguardanti le donne di ’ndrangheta sia nell’organizzazione degli uffici giudiziari, anche grazie al suo precedente incarico di presidente di Tribunale.

 Il valore delle esperienze e il saluto dei capi del distretto

Anche la scelta dei partecipanti risponde a una precisa filosofia. I capi del distretto non sono stati individuati come relatori: a loro viene chiesto di intervenire con un saluto meno formale e più personale, capace di restituire la passione per una professione che, dopo tanti anni di attività giudiziaria, lascia ricordi, insegnamenti e responsabilità da trasmettere a chi prosegue il cammino. Come già avvenuto a Reggio Calabria, anche a Catanzaro il Consiglio superiore della magistratura testimonierà la propria vicinanza all’iniziativa. Sarà presente la magistrata Maria Vittoria Marchianò, che proprio in questo territorio ha svolto per molti anni funzioni giudiziarie in ambito penale.

“Liberi di scegliere”, una legge per spezzare il legame familiare con la mafia

L’appuntamento catanzarese segnerà anche un passaggio significativo sul piano normativo: sarà il primo convegno dedicato all’analisi della legge “Liberi di scegliere”, nata dal protocollo elaborato dal magistrato Di Bella a Reggio Calabria. Quest’ultimo parteciperà da remoto per condividere la soddisfazione per l’approvazione della recente legge.

Il nuovo corpus normativo punta a rafforzare le tutele per chi intende sottrarsi al condizionamento mafioso della propria famiglia, soprattutto quando la crescita in un contesto criminale ha reso difficile immaginare un percorso alternativo. La possibilità di rompere quel legame e costruire una vita diversa rappresenta uno dei passaggi più delicati nella lotta alla ’ndrangheta, perché interviene sui meccanismi familiari e sociali attraverso i quali il sistema mafioso può perpetuarsi. Il confronto servirà dunque ad approfondire non soltanto il contenuto delle nuove disposizioni, ma anche la loro capacità di offrire protezione e prospettive concrete a chi sceglie di allontanarsi dall’ambiente in cui è cresciuto.

Chiara Colosimo per raccogliere le riflessioni della giornata

A raccogliere gli spunti emersi nelle due sessioni sarà Chiara Colosimo, presidente della Commissione parlamentare Antimafia, che parteciperà per la prima volta a un evento dell’Anm. Una presenza che sottolinea il valore del dialogo tra magistratura e istituzioni parlamentari su questioni che richiedono attenzione costante, approfondimento e strumenti efficaci. L’obiettivo di Talk About Mafia è mantenere alta l’attenzione sulle mafie, sulle loro trasformazioni e sulle risposte che l’ordinamento può mettere in campo. Un percorso che guarda anche alla memoria dei magistrati che, attraverso il proprio esempio, hanno indicato una strada da continuare a percorrere, con umiltà e determinazione.

Portare questi temi dentro una scuola, davanti a studenti e cittadini, significa inoltre allargare il confronto oltre gli addetti ai lavori. Perché comprendere come agisce la ’ndrangheta, quali vincoli impone e quali alternative possono essere offerte a chi vuole sottrarsi al suo controllo è parte essenziale di una battaglia che non riguarda soltanto le aule giudiziarie, ma la società nel suo insieme.

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