Turismo, Tropea punta all’accoglienza 12 mesi l’anno. Il sindaco Macrì: la vera sfida è governare la bellezza

Nel corso di un confronto sulla Costa degli Dei, il primo cittadino delinea le linee guida per il futuro del borgo: destagionalizzazione, potenziamento dei voli internazionali e servizi di alta qualità per gestire i flussi

“La sfida non è più soltanto dire che la stagione dura di più. La sfida, per Tropea, è superare lo stesso concetto di stagione allungata e costruire una destinazione capace di essere attrattiva, ricettiva e competitive per undici, potenzialmente dodici mesi l’anno. In questa prospettiva diventano decisivi il cambio dei target, nuove proposte fuori dal perimetro balneare tradizionale, la qualità dei servizi e il rafforzamento dei collegamenti internazionali, con la Regione chiamata a continuare il lavoro sulle connessioni per attrarre sempre più visitatori dall’estero”.

È il messaggio ribadito dal sindaco Giovanni Macrì nel corso di un confronto pubblico dedicato al turismo e alle prospettive della Costa degli Dei. “Tropea – sottolinea – ha dimostrato di possedere una forza comunicativa e attrattiva enorme, ma la bellezza, da sola, non basta: va governata. Vanno governati i flussi e l’accoglienza come si fa costantemente con i servizi primari e la qualità complessiva dell’esperienza. Uno dei punti centrali resta la dimensione fisica della città: Tropea ha un’estensione di appena 3,5 chilometri quadrati e una capacità ricettiva limitata rispetto ad altre realtà vicine, ma continua ad attrarre una domanda che coinvolge anche Capo Vaticano, Parghelia, Zambrone e l’intera area costiera. È un dato che conferma il ruolo trainante del brand Tropea, ma impone anche una gestione più attenta, moderna e coordinata”.

Il posizionamento di mercato, i voli internazionali e la mobilità

Tra gli “elementi più significativi” emersi, Macrì ha richiamato l'”aumento dello scontrino medio e della spesa del viaggiatore”, un indicatore che “racconta un cambio di passo: non soltanto più presenze, ma più valore generato sul territorio. “La provocazione del caffè a 50 euro – ricordata dal sindaco – andava esattamente in questa direzione: invitare Tropea a prendere consapevolezza del proprio valore e a non svendere la propria identità”. Sul fronte dei collegamenti, il primo cittadino ha richiamato il “lavoro svolto dalla Regione Calabria”, riconoscendo il “peso delle politiche regionali sui voli e sulla promozione internazionale. Il collegamento con il Canada ha già aperto un mercato importante, con viaggiatori ad alta capacità di spesa; ora la prospettiva, da costruire a livello regionale, è guardare con maggiore decisione anche agli Stati Uniti, mercato maturo per una destinazione come Tropea e per l’intera Calabria turistica”.

La direzione indicata non è quella di “prolungare semplicemente l’estate”, ma di “differenziare l’offerta”. Nei mesi fuori dal picco balneare, il “pubblico cerca altro: cultura, esperienze, eventi, business, natura, enogastronomia, musica, sport, percorsi identitari e qualità dell’abitare temporaneo”. È su questa pluralità di contenuti che “Tropea deve continuare a lavorare per parlare a viaggiatori più esigenti, curiosi e internazionali”. Altro tema decisivo è la mobilità: Macrì ha richiamato la “necessità di collegare meglio aree marine, interne, lavoratori e visitatori, anche attraverso progetti sui nodi intermodali. Per una città piccola come Tropea, ridurre la pressione delle auto significa migliorare vivibilità, accessibilità, qualità del lavoro e percezione turistica”.

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