Un ringraziamento al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, arriva dal gruppo consiliare di opposizione Cuore Vibonese, composto da Giuseppe Cutrullà, Danilo Tucci, Giuseppe Russo e Giuseppe Calabria. Al centro il finanziamento di 240mila euro destinato a ciascun capoluogo di provincia nell’ambito del progetto “Festival teatrale regionale della Calabria”, finanziato con il Poc Calabria 2014-2020, Azione 6.7.1, che consentirà anche a Vibo Valentia di realizzare la propria stagione teatrale.
“Non solo un finanziamento”
“È giusto sottolineare”, affermano i consiglieri, “come, in assenza di questo importante sostegno regionale, la realizzazione di una stagione teatrale avrebbe incontrato difficoltà economiche significative per il Comune, considerati i costi che un programma di qualità comporta”. Per questo, aggiungono, l’intervento della Regione “assume un valore ancora maggiore: non si tratta soltanto di un finanziamento, ma di un’opportunità concreta che consente alla città di investire nella cultura e di offrire ai cittadini una programmazione teatrale che, diversamente, sarebbe stata difficile da sostenere con le sole risorse comunali”.
Il valore del teatro
“Il teatro rappresenta un patrimonio di cultura, identità e partecipazione”, sottolinea il gruppo, “capace di arricchire la comunità, coinvolgere le nuove generazioni e offrire occasioni di incontro e crescita”.
Secondo Cuore Vibonese, la scelta di destinare risorse specifiche ai cinque capoluoghi “dimostra l’importanza di una visione che riconosce alla cultura un ruolo centrale nello sviluppo delle città”. Il presidente Occhiuto, osservano, “merita il nostro ringraziamento per l’attenzione riservata ai territori e per aver contribuito concretamente a rendere possibile anche a Vibo Valentia una stagione teatrale”.
“Vibo Valentia ha bisogno di cultura, di iniziative e di opportunità”, concludono i consiglieri. “Grazie al sostegno della Regione Calabria, oggi la nostra città può contare su una stagione teatrale e guardare con maggiore fiducia alla crescita della propria offerta culturale”.



