Scuola Allievi Agenti di Vibo, Siulp e Siap avvertono: manca il 20% del personale, a rischio la formazione dei futuri poliziotti

I sindacati scrivono alle segreterie nazionali per chiedere almeno dieci nuove unità e il potenziamento degli istruttori. Organico ridotto a poco più di 50 persone, con altri pensionamenti in arrivo e turni che possono arrivare a 13 ore

La Scuola Allievi Agenti della Polizia di Stato di Vibo Valentia continua a fare i conti con una grave carenza di personale che rischia di compromettere l’efficienza dell’istituto e la qualità della formazione dei futuri poliziotti. A lanciare l’allarme sono le segreterie provinciali di Siulp e Siap, che hanno scritto alle rispettive segreterie nazionali per chiedere un intervento urgente dei vertici dipartimentali.

L’organico

A fronte delle esigenze operative, l’organico effettivamente disponibile si attesta a poco più di 50 unità, con altri pensionamenti già previsti nei prossimi mesi. Per i sindacati è indispensabile l’assegnazione di almeno 10 nuove unità, per garantire condizioni di lavoro più sostenibili e un più regolare svolgimento delle attività istituzionali e formative. Le criticità sono aggravate, spiegano, da una pianta organica già rivista al ribasso nel 2022 che non terrebbe adeguatamente conto delle peculiarità della Scuola vibonese: numerosi edifici, un perimetro esteso per oltre un chilometro e mezzo e diverse articolazioni della Polizia di Stato nel compound.

Il sovraccarico di lavoro

“Non è più sostenibile chiedere al personale rimasto in servizio di sopperire continuamente alle carenze di organico”, evidenziano Siulp e Siap. La distribuzione di più incarichi sullo stesso dipendente, anche tre o quattro mansioni diverse, determina un evidente sovraccarico, con ripercussioni su turni, riposi e congedi e, in alcuni casi, giornate di servizio fino a 13 ore. A ciò si aggiunge l’innalzamento progressivo dell’età media del personale senza un adeguato ricambio generazionale, oltre ai pensionamenti che a breve interesseranno anche il personale di supporto dell’Amministrazione civile dell’Interno, con una riduzione stimata superiore al 35% nei prossimi mesi.

La didattica

Preoccupante, secondo le organizzazioni, anche il quadro dell’attività didattica: segnalano una progressiva contrazione dell’investimento nella formazione, aggravata dalla carenza di istruttori, soprattutto nel settore del tiro, dalle modifiche ai programmi di tecniche operative e dalla cancellazione dell’informatica di base dai corsi per allievi agenti nel 2026. Una situazione che, avvertono, rischia di incidere sulla preparazione dei futuri operatori. I sindacati chiedono quindi, oltre al ripianamento dell’organico, il potenziamento degli istruttori, che consentirebbe di migliorare la didattica, assicurare maggiore continuità alle attività formative e ridurre il ricorso alle continue aggregazioni di personale proveniente dagli uffici del territorio calabrese, con benefici anche organizzativi ed economici.

La richiesta ai vertici

“La formazione dei futuri poliziotti non può essere considerata una voce sulla quale risparmiare”, sottolineano Siulp e Siap. “Investire nelle Scuole significa investire direttamente nella sicurezza dei cittadini e nella professionalità di chi sarà chiamato a garantirla. Non è accettabile che un Istituto di tale importanza continui a operare in condizioni di grave sofferenza organica”. Alle segreterie nazionali viene chiesto di sollecitare il Dipartimento della Pubblica Sicurezza e l’Ispettorato delle Scuole, disponendo l’assegnazione o il trasferimento di almeno 10 unità e il potenziamento degli istruttori. “La qualità della formazione è una garanzia per la sicurezza di tutti. Non c’è più tempo da perdere”, concludono.

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