Via libera del governo a tre leggi della Regione Calabria. Il Consiglio dei ministri, riunito martedì 13 ottobre 2026 a Palazzo Chigi sotto la presidenza di Giorgia Meloni, ha deliberato, su proposta del ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Roberto Calderoli, di non impugnare tre provvedimenti approvati dal Consiglio regionale calabrese. Il Cdm ha esaminato complessivamente undici leggi regionali.
Le tre leggi calabresi
Le norme sono tutte datate 17 agosto 2026: la legge regionale n. 27, che modifica la legge 14 marzo 1985, n. 9, sull’esercizio della navigazione da diporto sui laghi naturali e artificiali della Calabria; la legge regionale n. 28, che modifica la legge 6 novembre 2012, n. 51, sulla sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro, con norme per l’attuazione del decreto legislativo 81/2008 in materia di sanzioni; la legge regionale n. 29, che modifica la legge urbanistica della Calabria, la n. 19 del 16 aprile 2002, sulla tutela, il governo e l’uso del territorio. Non impugnare una legge regionale significa che il governo non la porterà davanti alla Corte costituzionale: le norme restano quindi in vigore.
Le altre leggi esaminate
Il Cdm ha deciso di non impugnare anche sei leggi della Basilicata, tra cui quelle sull’apicoltura, sull’Avvocatura regionale, sullo screening neonatale per l’atrofia muscolare spinale (Sma), sul potenziamento dello screening per i tumori eredo-familiari e sulla fauna selvatica e il prelievo venatorio. Via libera inoltre all’assestamento di bilancio della Valle d’Aosta e alla legge della Campania con misure straordinarie per i Comuni di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Napoli dopo lo sciame sismico dei Campi Flegrei del 31 luglio 2026.



