Protesta agricoltori e autotrasportatori, SGB Vigili del Fuoco: piena solidarietà a chi lavora, il Sud non è invisibile

Il Sindacato Generale di Base del Pubblico Impiego e dei Vigili del Fuoco interviene sulle mobilitazioni nel Mezzogiorno chiedendo interventi urgenti al Governo e denunciando l'insufficiente copertura mediatica nazionale

“Il Sindacato Generale di Base (SGB) Pubblico Impiego e Vigili del Fuoco esprime la propria piena e incondizionata solidarietà agli agricoltori, agli autotrasportatori e ai pescatori della Calabria, della Sicilia e della Puglia, che in questi giorni stanno portando nelle strade, nei porti e nei presìdi di protesta la disperazione di chi lavora, produce e rischia ogni giorno di non riuscire più a sostenere i costi della propria attività”, ha dichiarato Giancarlo Silipo per SGB Vigili del Fuoco.

Il dramma delle famiglie e i salari inadeguati

“Dietro ogni trattore fermo, ogni camion incolonnato e ogni peschereccio costretto a rimanere in banchina non ci sono semplici numeri da statistica, né persone da liquidare con dichiarazioni di circostanza – ha proseguito Silipo -. Ci sono famiglie, sacrifici, mutui, bollette, aziende costruite con anni di fatica e lavoratrici e lavoratori che chiedono soltanto di poter vivere dignitosamente del proprio lavoro. I salari di tutte le categorie di lavoratori, públicos e privati, sono sempre più inadeguati rispetto al costo della vita e sempre più lontani dagli Standard retributivi dei principali Paesi europei”.

L’impatto del caro carburanti sull’economia reale

“Il caro carburanti, l’aumento dei costi di produzione e l’insostenibilità delle spese stanno mettendo in ginocchio intere categorie produttive – ha aggiunto Silipo -. Quando chi produce il cibo, chi lo trasporta e chi porta il pesce sulle nostre tavole non riesce più ad andare avanti, il problema non riguarda soltanto una singola categoria: riguarda l’intero Paese, la sicurezza alimentare, l’occupazione e il futuro delle nostre comunità”.

L’interpellanza al presidente del Consiglio

“Come SGB Pubblico Impiego e Vigili del Fuoco, ci chiediamo: dov’è oggi Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, che richiama spesso la propria identità italiana, il valore della famiglia e i principi cristiani, mentre migliaia di lavoratori chiedono ascolto, aiuto e risposte concrete? Dov’è quella politica patriottica che richiama continuamente i valori della famiglia, della dignità, del lavoro e dell’identità nazionale, quando proprio le famiglie italiane fanno sempre più fatica ad arrivare alla fine del mese? Dov’è quella politica che dichiara di difendere gli interessi nazionali mentre agricoltori, pescatori e autotrasportatori denunciano una situazione economica che rischia di compromettere il loro futuro? E ancora: dov’è quella politica che, stagione dopo stagione, promette di difendere il lavoro, le imprese e il Mezzogiorno, salvo poi apparire distante quando le comunità del Sud chiedono interventi immediati?”.

Basta propaganda: servono provvedimenti concreti

“La risposta, purtroppo, è sotto gli occhi di tutti: non siamo in campagna elettorale e non servono fotografie, post sui social, dichiarazioni di solidarietà di poche righe o visite di circostanza – ha sottolineato Silipo -. Servono responsabilità, ascolto e provvedimenti concreti. Il Sud non può essere ricordato soltanto quando occorre chiedere consenso elettorale, per poi essere dimenticato quando le sue comunità rivendicano diritti, tutele e risposte. La sofferenza delle persone non può diventare uno strumento di propaganda. La crisi di un comparto produttivo non può trasformarsi nell’ennesima occasione per alimentare scontri tra partiti, mentre chi lavora continua a pagare il prezzo più alto. I valori non si proclamano soltanto nei discorsi ufficiali, nelle celebrazioni o davanti alle telecamere. Si dimostrano stando accanto a chi soffre, ascoltando chi è in difficoltà e intervenendo prima che un’attività economica sia costretta a chiudere”.

La denuncia sul silenzio mediatico nazionale

“Come SGB Pubblico Impiego e Vigili del Fuoco – ha rimarcato Silipo -, esprimiamo inoltre profondo rammarico e forte indignazione per lo spazio insufficiente che, a nostro avviso, le reti televisive nazionali stanno dedicando a una mobilitazione che coinvolge lavoratori, famiglie e intere comunità del Mezzogiorno. Ci chiediamo perché una protesta che interessa settori fondamentali dell’economia e della vita quotidiana del Paese non riceva l’attenzione e la visibilità che merita. Perché il disagio di chi produce, trasporta e garantisce beni essenziali rischia di rimanere ai margini del dibattito pubblico? Per questo condanniamo fermamente ogni forma di silenziamento mediatico che possa impedire a questa protesta di raggiungere l’opinione pubblica. Non possiamo accettare che le rivendicazioni di agricoltori, autotrasportatori e pescatori del Sud restino invisibili proprio mentre queste categorie chiedono di essere ascoltate”.

Il ruolo dell’informazione e le responsabilità del Governo

“La nostra denuncia è netta: il diritto di protestare deve essere accompagnato dal diritto di essere ascoltati e di vedere le proprie ragioni rappresentate nel dibattito pubblico – ha spiegato Silipo -. L’informazione ha una responsabilità fondamentale nel dare voce alle questioni che riguardano il lavoro, l’economia e la vita delle persone. Non affermiamo che esista necessariamente una regia deliberata dietro il silenzio denunciato, ma riteniamo inaccettabile che una mobilitazione di questa portata non trovi uno spazio adeguato nell’informazione nazionale. Quando una protesta coinvolge il Sud, non può diventare una protesta invisibile. Quando migliaia di lavoratori chiedono risposte, il silenzio non può sostituire l’informazione. Il Mezzogiorno non è una periferia da raccontare soltanto quando fa comodo. È parte integrante del Paese, e le difficoltà di chi vi lavora meritano la stessa attenzione riservata a qualsiasi altra emergenza nazionale”.

L’appello per atti concreti

“Pertanto, come O.S. non chiediamo solidarietà a parole – ha affermato Silipo -. Chiediamo atti di Governo. Non chiediamo passerelle istituzionali. Chiediamo provvedimenti urgenti. Non chiediamo promesse da rinviare a domani. Chiediamo risposte oggi. La vicinanza al popolo non si misura con gli slogan, ma con ciò che si fa per impedire che sprofondi. Come organizzazione sindacale che rappresenta lavoratrici e lavoratori del pubblico impiego e dei Vigili del Fuoco, sentiamo il dovere di esprimere la nostra vicinanza a chi oggi difende il proprio lavoro e la propria dignità. Conosciamo il valore della fatica, della responsabilità e del servizio alla comunità. Sappiamo quanto sia importante garantire sicurezza, continuità dei servizi e sostegno alle persone nei momenti di difficoltà”.

L’indizione dello sciopero generale del 4 dicembre

“Non possiamo accettare che intere categorie siano lasciate sole fino al punto di dover scegliere tra continuare a lavorare in perdita e fermarsi per essere ascoltate – ha concluso Silipo -. Un Paese che lascia morire il lavoro dei propri produttori, pescatori e trasportatori finisce per indebolire sé stesso. La Calabria, la Sicilia e la Puglia non chiedono privilegi. Chiedono condizioni economiche sostenibili per continuare a produrre, lavorare e vivere dignitosamente. Chiedono attenzione, misure efficaci contro il peso dei costi e politiche capaci di tutelare chi ogni giorno contribuisce all’economia nazionale. Il diritto al lavoro non può essere difeso soltanto nei comunicati: deve essere garantito dalle scelte concrete di chi governa. Il lavoro non è un favore del Governo. È un diritto e il fondamento della Repubblica”.

“Chi protesta chiede risposte. Chi governa ha il dovere di darle. E chi informa ha il dovere di raccontare ciò che accade, senza lasciare nell’ombra le rivendicazioni di intere comunità. Il Sud non è invisibile. I lavoratori non sono numeri. La dignità non si mette a tacere. Infine, per rivendicare gli stessi diritti e la stessa dignità per lavoratrici, lavoratori e cittadini, l’SGB ha indetto uno sciopero generale per il 4 dicembre. Perché quando chi lavora grida aiuto e chi governa resta in silenzio, non è soltanto il lavoro a essere abbandonato: è la dignità di un intero popolo a essere calpestata”.

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