A Stefanaconi, centro alle porte di Vibo, la competizione elettorale per le Amministrative del 15 e 16 novembre vedrà ai nastri di partenza il solo Salvatore Solano. Scaduto alle ore 12 di oggi, sabato 17 ottobre, il termine per la presentazione dei contrassegni e delle candidature, la compagine “Siamo Stefanaconi” risulta essere l’unica comparsa al protocollo dell’ente. La scelta dell’ex primo cittadino scioglie i dubbi emersi a seguito delle recenti vicende giudiziarie, confermando la volontà di chiedere un nuovo mandato alla comunità guidata fino al luglio 2024, data del decretamento dello scioglimento dell’assise cittadina per ingerenze della criminalità organizzata. Il vaglio formale passa ora alla Commissione elettorale circondariale per la rituale ammissione della lista.
La composizione dell’unica compagine in gara
Accanto al candidato alla carica di sindaco figureranno dieci aspiranti alla carica di consigliere comunale. I componenti della lista guidata da Solano sono: Alessandra Policaro, Francesca Isaia, Vittoria Galeano, Fortunato Cugliari, Francesco Chiarella, Domenico Barbalaco, Emanuele Franzè, Antonio D’Angelo, Roberto Frappa, Francesco Febbraro. In virtù del mancato deposito di altre opzioni politiche, la partita di novembre non si giocherà sul confronto diretto con altre liste, bensì sul raggiungimento delle soglie di validità previste dalla legge.
I vincoli normativi sul quorum per le Comunali 2026
La disciplina speciale introdotta per la tornata amministrativa del 2026 nei Comuni fino a 15mila abitanti prevede che, in presenza di un singolo schieramento, l’elezione sia reputata valida solo al verificarsi di precise condizioni: occorre la partecipazione al voto di almeno il 40% degli aventi diritto e la lista deve conseguire un ammontare di preferenze valide non inferiore al 50% dei votanti.
Ai fini del calcolo della percentuale dei votanti non vengono computati gli elettori residenti all’estero (Aire) che non eserciteranno l’opzione di voto. In assenza del raggiungimento di tali parametri la consultazione verrà dichiarata nulla.
Il provvedimento del Tribunale di Vibo e la replica di Solano
Il deposito della lista è avvenuto a 48 ore dalla pronuncia con cui la sezione civile del Tribunale di Vibo Valentia, il 15 ottobre, ha recepito l’istanza del Ministero dell’Interno decretando l’incandidabilità di Solano per due tornate elettorali, ravvisando una responsabilità politica rispetto al condizionamento mafioso sfociato nello scioglimento dell’ente.
Un verdetto duramente respinto dall’ex presidente della Provincia, che ha parlato di «diniego di giustizia», contestando la decisione e ritenendola un mero recepimento della tesi ministeriale privo del dovuto approfondimento delle memorie difensive. Solano, nel ribadire la volontà di adire le vie di ricorso previste dall’ordinamento, ha criticato la tempistica del provvedimento pervenuto alla vigilia delle scadenze elettorali e sollevato perplessità sulle sollecitazioni dell’Avvocatura dello Stato, riaffermando l’intenzione di tutelare il proprio operato e la comunità locale.
L’inquadramento giuridico: l’assenza del giudicato definitivo
Sotto la visuale strettamente normativa, la presenza di Solano nella competizione trova copertura nelle disposizioni dell’articolo 143, comma 11, del Testo unico degli enti locali. La norma condiziona l’inelegibilità degli amministratori all’esistenza di un provvedimento espresso divenuto definitivo. Essendo quella del Tribunale di Vibo una sentenza di primo grado e dunque suscettibile di gravame, non sussiste al momento l’efficacia preclusiva per la presentazione della candidatura. Un’eventuale successiva conferma definitiva del provvedimento inciderà, eventualmente, sul prosieguo della carica laddove eletto.
Dalla gestione commissariale al verdetto delle urne
L’appuntamento del 15 e 16 novembre segna il ripristino dell’elettorato attivo a Stefanaconi dopo oltre due anni di gestione straordinaria. Lo scioglimento del luglio 2024, che determinò anche la decadenza di Solano dall’incarico alla guida della Provincia di Vibo Valentia, ha superato anche il vaglio del Tar del Lazio e del Consiglio di Stato.
Nelle motivazioni dei giudici amministrativi venivano rimarcate anomalie nella gestione delle opere pubbliche e contiguità tra ambienti amministrativi e contesti criminali; rilievi sempre contestati dall’ex sindaco, che ha rimarcato l’assoluzione ottenuta in secondo grado nella vicenda penale Petrol Mafie. La parola torna ora al corpo elettorale, chiamato prima a verificare la tenuta del quorum e poi a valutare la proposta politica di Salvatore Solano.
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