“Che valore ha una democrazia se non riesce a garantire ascolto e risposte a chi fatica a vivere del proprio lavoro? La democrazia è fatta di diritti e doveri. Ma dove sono i diritti di queste persone?”. Lo ha detto oggi mons. Francesco Savino, vescovo della diocesi di Cassano e vicepresidente della Conferenza episcopale italiana (CEI), incontrando gli agricoltori e gli autotrasportatori che stanno protestando nella Piana di Cerchiara contro il caro vita.
“Dietro ogni trattore e ogni camion fermo – ha detto – ci sono storie di sacrifici, famiglie da mantenere, aziende da salvare e lavoratori che chiedono di poter continuare a svolgere dignitosamente la propria attività. La democrazia non può essere richiamata soltanto quando si parla di doveri. Deve saper riconoscere anche i diritti, tutelare chi produce ricchezza e garantire condizioni che consentano alle persone di vivere del proprio lavoro”.
“Voi – ha detto poi rivolto ai manifestanti – siete gli angeli della terra. Gli agricoltori custodiscono la terra, ne coltivano i frutti e preservano tradizioni che attraversano le generazioni. Gli autotrasportatori assicurano collegamenti essenziali tra produttori, imprese, mercati e cittadini. Sono professioni diverse, ma unite da una responsabilità comune: sostenere la vita quotidiana delle comunità”.
Di fronte al rischio di uno spopolamento e dell’abbandono delle campagne, il vescovo della diocesi di Cassano ha sollevato un interrogativo diretto alla politica. “Togliete l’agricoltura alla Calabria: cosa resta? È una domanda – ha sottolineato il vice presidente della Cei – che dovrebbe far riflettere tutti, a partire da chi ha responsabilità politiche e istituzionali. L’agricoltura, in Calabria, non è soltanto una voce dell’economia. È identità, cultura, paesaggio, tradizione e presidio del territorio. È il lavoro di migliaia di persone, il sostentamento di tante famiglie e una risorsa fondamentale per le aree rurali. Senza agricoltura, la Calabria perderebbe una parte essenziale della propria storia e del proprio futuro. Lo stesso vale per l’autotrasporto. Senza chi movimenta le merci, l’economia rallenta, le imprese incontrano maggiori difficoltà e le conseguenze ricadono sull’intera collettività”.
“Difendere agricoltori e autotrasportatori significa, quindi – mons. Savino – difendere il lavoro, la produzione e la possibilità stessa di mantenere vivi i territori. Sono con voi e contatterò chi di dovere”. “Non lasciamo soli gli angeli della terra. La loro battaglia – ha concluso – riguarda il lavoro, il cibo, l’economia e la dignità delle persone. Riguarda il futuro delle famiglie e la sopravvivenza di attività fondamentali per i nostri territori”. (Ansa)



