Prima svolta giudiziaria per il primo cittadino di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi: il sindaco è tornato in libertà a seguito dell’annullamento della misura degli arresti domiciliari e del contestuale controllo tramite braccialetto elettronico, provvedimento che ha interessato anche Vincenzo Curia. La disposizione è stata firmata dal gip di Catanzaro, che ha così sciolto la riserva nell’ambito del procedimento scaturito dalla nota inchiesta “Ginestra”. La determinazione del giudice per le indagini preliminari si colloca temporalmente prima che sul caso si pronunciasse il Tribunale del Riesame, dinanzi al quale la discussione sulla posizione di Stasi era stata calendarizzata per la data del 10 novembre.
Le ipotesi sulle motivazioni
Stando a quanto si apprende dalle prime ricostruzioni, l’ordinanza di revoca parrebbe ricondursi all’insussistenza o al venir meno del quadro relativo ai gravi indizi di colpevolezza. Il dettaglio esatto delle motivazioni che hanno condotto all’annullamento delle restrizioni per i due indagati potrà tuttavia essere valutato con certezza soltanto a seguito della lettura integrale del documento depositato dal magistrato.
Sotto il profilo difensivo, Stasi – affiancato dagli avvocati Mauro Mitidieri e Maurizio Minnicelli – aveva affrontato l’interrogatorio tenutosi lo scorso 3 novembre rispondendo ai quesiti formulati, respingendo le accuse e depositando sia una memoria difensiva sia documentazione di natura amministrativa a corredo dell’istanza di scarcerazione. Parallelamente, anche Vincenzo Curia, assistito dal legale Francesco Nicoletti, si era avvalso della facoltà di chiarire la propria posizione contestando gli addebiti nel corso del confronto con gli inquirenti.



