Agricoltura, la Cia Calabria sul caro carburanti: sostegni ridotti a pochi centesimi al litro

L'organizzazione datoriale contesta le misure del Governo su gasolio e fertilizzanti: lo stanziamento da 60 milioni è insufficiente per coprire i consumi reali delle aziende

“Gli aiuti contro il caro carburante e fertilizzanti rischiano di tradursi in contributi molto più contenuti rispetto alle aspettative delle imprese agricole”.  E’ quanto sottolinea Cia agricoltori italiani della Calabria esprimendo “forte insoddisfazione circa l’efficacia pratica” del decreto legge varato dal governo.

“Lo stanziamento di 60 milioni di euro – osserva Cia – serve per il riconoscimento di un contributo a fondo perduto sul costo del gasolio agricolo che, nei fatti, si tradurrà in uno sconto fino a 45 centesimi al litro solo per 121 milioni di litri. Il decreto, quindi, fornirà sì un aiuto ‘fino a 45 centesimi al litro’, ma può farlo solo per ‘121 milioni di litri’. Se le richieste delle aziende agricole supereranno complessivamente quella cubatura nel periodo coperto, il contributo reale per singolo litro verrà rimodulato al ribasso”.

Cia Calabria spiega che “in Italia si consumano mediamente circa tra i 2,2 e i 2,5 miliardi di litri di gasolio agricolo all’anno. Solo nel periodo interessato dal decreto, i consumi stimati superano il miliardo di litri. A questi si aggiungono ancora i costi dei carburanti extra Uma (Utenti motori agricoli) che risultano anch’essi ammissibili al finanziamento che fanno ulteriormente lievitare il numero di litri consumati. Nella sostanza, quindi, se tutte le aziende aventi diritto avanzeranno istanza del contributo, i 60 milioni serviranno a fornire uno sconto esclusivamente di 5-6 centesimi al litro”.

“Ecco allora la trovata mediatica ministeriale: riproporzionare al ribasso i consumi delle aziende che presentano istanza di contributo, al fine di poter dire di aver pagato 45 centesimi al litro i consumi degli agricoltori, ma non su tutti i litri consumati, ma solo una quota parte di essi sino al raggiungimento della quota nazionale dei 121 milioni di litri”.

“A questo si aggiunga, che il contributo può arrivare al massimo al 20% della spesa ammessa, ossia di quanto speso dalle aziende nel periodo di riferimento. Perché quel 20% arrivi a valere 45 centesimi, l’agricoltore in questione dovrebbe aver pagato il gasolio 2,25 euro al litro, ma in Italia, nonostante i rincari, gli agricoltori lo hanno pagato al massimo tra 1,50 e 1,70 euro al litro. Nel primo caso, il 20% corrisponde a 30 centesimi e non ai 45 massimi. Pertanto, il tetto massimo del 20% impedirà comunque di raggiungere i 45 centesimi, indipendentemente dai fondi totali. Se il contributo reale scende intorno ai 30 centesimi al litro a causa del tetto del 20%, su poche centinaia o migliaia di litri, il contributo fornito diventa praticamente irrilevante”, afferma Cia Calabria. (Ansa)

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