Aned contesta il declassamento dei centri dialisi calabresi: chiesta la revisione della Delibera 985

L’associazione dei pazienti richiama l’attenzione sui dati della rete emodialitica regionale e chiede un confronto con l’Asp di Cosenza per valutare l’impatto delle nuove disposizioni sull’assistenza ai pazienti nefropatici e trapiantati

L’Aned (Associazione nazionale emodializzati, dialisi e trapianto) interviene sulla riorganizzazione della rete emodialitica calabrese e contesta il declassamento dei centri dialisi disposto dall’Azienda sanitaria cosentina. L’associazione chiede un confronto con le istituzioni sanitarie regionali e la revisione della Delibera 985, ritenendo necessario un approfondimento sul modello organizzativo adottato e sulle possibili ricadute per i pazienti.

I dati

Secondo Aned, i dati ufficiali sulla dialisi evidenzierebbero una situazione che richiede una valutazione complessiva della rete regionale. In particolare, l’associazione cita i parametri aggiornati ad agosto 2025, secondo cui nel territorio cosentino si registrerebbe una prevalenza di 938 pazienti dializzati ogni milione di abitanti, il dato più alto tra le province calabresi, rispetto ai 694 della provincia di Reggio Calabria. Per l’associazione, la differenza non sarebbe riconducibile esclusivamente a fattori sanitari o epidemiologici, ma anche alla gestione dei servizi. “Le regole sono uguali per tutti”, sottolinea Aned, evidenziando la necessità di un’analisi approfondita e competente dell’intero sistema.

Livello di assistenza

Nel mirino dell’associazione c’è in particolare il passaggio dei Centri Assistenza Decentrati (CAD) a strutture con diversa classificazione. Aned precisa che il decreto del commissario ad acta 103 della rete nefrodialitica prevede la possibilità di istituire Centri ad Assistenza Limitata (CAL), ma secondo l’associazione ciò dovrebbe riguardare la creazione di nuovi centri e non un declassamento dei CAD esistenti.

La differenza riguarda soprattutto il livello di assistenza garantito: i Centri Assistenza Decentrati sarebbero infatti destinati anche alla gestione di pazienti con maggiore complessità clinica, con strumenti e competenze specifiche. L’associazione critica inoltre le modalità con cui sarebbe stata adottata la decisione, lamentando la mancata consultazione preventiva delle associazioni dei pazienti, dei sindacati e delle società scientifiche. “Un declassamento fatto arbitrariamente e alla chetichella non è accettabile”, afferma Aned, che non esclude il ricorso alle vie legali.

Il confronto

Nel documento diffuso, il dirigente Aned Pasquale Scarmozzino ricorda anche il confronto avuto recentemente con il commissario straordinario dell’Asp di Cosenza, Vitaliano De Salazar, sui temi della dialisi e dei trapianti d’organo. All’azienda sanitaria viene chiesta la revisione della Delibera 985 e l’avvio di un tavolo specifico per valutare lo stato della rete e individuare interventi migliorativi a tutela dei pazienti nefropatici e trapiantati.

L’associazione richiama infine l’importanza di rilanciare la trapiantologia calabrese, definendola un settore fondamentale per il futuro dell’assistenza ai pazienti con patologie renali.

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