Ci risiamo. Sulla strada Longobardi-Vibo Marina torna a incombere il pericolo, a poche centinaia di metri dall’incrocio con la Statale 18. L’asfalto sta cedendo giorno dopo giorno, esattamente nello stesso punto in cui si è già intervenuti per ben tre volte. Ora si profila un quarto intervento, che non può più attendere: il rischio concreto è che accada qualcosa di serio. Il problema è sotto gli occhi di tutti. Le auto in transito sono costrette a spostarsi sulla carreggiata opposta per evitare un avvallamento sempre più evidente, che si amplia con il passare delle ore. Una situazione che mette a repentaglio la sicurezza stradale, soprattutto in un tratto già delicato per traffico e velocità di percorrenza.
Un cedimento che si ripete
Non si tratta di un episodio isolato né di un danno improvviso. Il cedimento interessa esattamente la porzione di carreggiata già oggetto di interventi recenti. Tre lavori, tre tentativi di ripristino che non hanno retto alla prova del tempo. Il risultato è una strada che continua a deformarsi, segno evidente di problemi strutturali mai risolti alla radice. A fare da cornice segnaletica abbattuta da anni e mai ripristinata.
Crepe e avvallamenti: la strada si spacca
A peggiorare il quadro, sullo stesso tratto si è formata una lunga lesione che taglia in due la carreggiata. Un segnale inequivocabile di cedimento che, insieme all’avvallamento, rende il transito sempre più pericoloso. Non è solo una questione di manutenzione ordinaria: qui emerge una criticità più profonda, legata alla qualità degli interventi effettuati.
Milioni spesi, risultati discutibili
Questo caso rappresenta uno degli esempi più tangibili delle criticità che hanno accompagnato il pesante pacchetto di lavori pubblici realizzati a Vibo Valentia negli ultimi cinque anni. Milioni di euro investiti in opere spesso finite al centro di polemiche e contestazioni: progetti discutibili, collaudi superficiali, ritardi accumulati e disagi continui per cittadini e automobilisti. Una situazione che impone una riflessione seria. Non basta intervenire per la quarta volta sullo stesso punto: serve capire cosa non ha funzionato finora. Da qui la necessità, sempre più evidente, di un’analisi approfondita e trasparente su come siano state impiegate risorse pubbliche così ingenti. Fare piena luce non è più rinviabile.




