Bosco tagliato a Nardodipace, la replica del sindaco Loielo

Respingendo le accuse di disastro ambientale e le polemiche sollevate dalle opposizioni politiche, il primo cittadino difende la legittimità e la necessità dell'intervento, qualificato come una misura d'urgenza

Il sindaco di Nardodipace, Romano Loielo, interviene per fare chiarezza sulla vicenda del presunto taglio abusivo di oltre 300 piante (leggi qui), rispondendo in particolare alla nota di Gregorio Greco, responsabile Ambiente di Rifondazione Comunista di Vibo Valentia. Loielo spiega il ritardo nella replica a causa dei costanti impegni istituzionali: “Ho trovato solo ora il tempo per replicare agli articoli apparsi sulle testate giornalistiche e sul TG3 Regionale, essendo stato impegnato in questi giorni, come peraltro di consueto, in intense attività nell’interesse della mia Comunità, alla quale mi dedico, con importanti risultati, oramai a tempo pieno e con la massima priorità”.

Il primo cittadino sceglie la linea del rispetto istituzionale nei confronti del Nucleo Carabinieri Forestali, rimandando il “confronto tecnico alle sedi opportune”, ma non manca di eccepire sui tempi della diffusione della notizia: “Non intendo aprire alcun contrasto giornalistico contro il Nucleo Carabinieri Forestali, perché la questa questione sarà e dovrà ampiamente e approfonditamente essere discussa a tempo debito, nel merito e sotto l’aspetto procedurale, nella competente sede giudiziaria. Non posso esimermi, tuttavia, dall’evidenziare il mio enorme stupore in merito alla tempistica con la quale è stata trasmessa la nota stampa, cioè dopo oltre nove mesi di distanza dai fatti, potendo trarre l’unica conclusione che evidentemente qualcuno aveva necessità di fare un pochino di ‘pubblicità’!”.

La natura dell’intervento: “Nessun taglio abusivo”

Entrando nel merito delle accuse di “disastro”, Loielo respinge l’idea di un’azione indiscriminata o mossa da interessi economici, specificando la natura pubblica dell’operazione e la tipologia di alberi interessati: “La questione di cui si dibatte non riguarda affatto alcun taglio indiscriminato, illegittimo e abusivo di boschi, anche perché stiamo parlando di un’attività condotta dal Comune di Nardodipace e non già da un soggetto privato o da un’azienda boschiva. Inoltre, non ci sono piante di leccio tra quelle tagliate ma solamente piante di pino”.

Il sindaco chiarisce che l’azione non è frutto di un impulso estemporaneo: “Nessuno qui si è alzato la mattina con la strampalata idea di sfregiare un bosco, intanto perché non vi sarebbe stato alcun apprezzabile ricavo economico dall’intervento, se non la mera copertura delle spese, e poi perché i fatti sono completamente diversi da come sono stati invece descritti”.

Sicurezza stradale e prevenzione incendi

Il nodo centrale della difesa del sindaco risiede nei poteri e nei doveri legati alla tutela della pubblica incolumità. Le operazioni, infatti, derivano da specifiche ordinanze sindacali finalizzate alla creazione di fasce di rispetto e parafuoco lungo le arterie stradali, in conformità con il codice della strada: “Il sottoscritto, nelle vesti e con i poteri di sindaco-Ufficiale di Governo, ai fini della salvaguardia della sicurezza pubblica e a tutela della pubblica incolumità, ha emesso diverse ordinanze, puntualmente trasmesse per l’opportuna conoscenza alla Prefettura di Vibo Valentia, per eseguire la realizzazione di una fascia di rispetto, con funzione quindi di fascia parafuoco e di fascia di sicurezza, per una profondità pari ad almeno metri 5 ai margini delle sedi stradali del territorio”.

L’obiettivo, come dettagliato dal primo cittadino, è duplice: “Prevenire gli incendi boschivi e garantire la visibilità e la sicurezza degli automobilisti rispetto al rischio di caduta alberi, richiamando le distanze minime imposte dal codice della strada (da 6 metri fino all’altezza media dei segmenti arborei)”.

Il contesto del sito archeologico dei Megaliti

L’operazione ha interessato in modo specifico una zona già fortemente compromessa da un precedente evento calamitoso: “L’intervento è partito proprio nei pressi dell’accesso al sito B dei siti archeologici dei Megaliti, anche al fine di scongiurare concreti pericoli per i numerosi visitatori che li si recano quotidianamente. L’intera pineta che avvolge il sito archeologico, infatti, nel 2021 è stata interessata da un vasto incendio che ha coinvolto diversi ettari di quel bosco e l’intervento si è pertanto reso ancora più necessario proprio a causa dell’indebolimento delle piante interessate dovuto a quell’incendio”. Loielo descrive lo stato dell’area come uno “scenario di guerra” con pini bruciati e tronchi spezzati dal vento, annunciando che l’intera pineta dovrà essere tagliata e ripiantata secondo un progetto redatto da un agronomo incaricato e già trasmesso alla Regione Calabria con i relativi pareri.

L’attacco politico e i precedenti della passata Amministrazione

Il sindaco solleva poi una polemica politica, evidenziando una presunta disparità di trattamento rispetto a quanto operato dall’Amministrazione precedente, vicina all’area politica di Rifondazione Comunista, che avrebbe eseguito un intervento analogo senza subire contestazioni: “Questa iniziativa il sottoscritto l’ha assunta sulla scia e per correggere quanto già fatto dall’Amministrazione precedente, ‘compagna’ del sig. Greco, la quale aveva già ordinato ed eseguito completamente e senza alcuna interferenza e/o polemica la realizzazione di una fascia di rispetto delle stesse dimensioni su altre arterie stradali interne”.

Loielo rimarca il silenzio degli organi di controllo e degli esponenti politici in quel frangente: “Non posso non constatare l’assoluto disinteresse in quel periodo sia da parte del Nucleo Carabinieri Forestali che del Responsabile Ambiente del Partito Comunista, i quali, nonostante quel taglio abbia interessato all’epoca soprattutto piante di leccio (quindi assai meno pericolose delle piante di pino), sia stato avviato nell’approssimarsi della campagna elettorale del 2023 con affidamento per l’esecuzione a una ditta del posto non hanno mosso un dito”.

La sospensione dei lavori e i rischi invernali

Infine, il primo cittadino evidenzia come i lavori della sua Amministrazione siano stati eseguiti da operai comunali e subito sospesi a pochi giorni dall’avvio. Una sospensione che, a dire del sindaco, avrebbe esposto il territorio a gravi rischi durante i mesi invernali: “Durante l’inverno e in occasione delle avverse condizioni metereologiche, ho avuto modo di trasmettere alla Procura della Repubblica decine e decine di fotografie riportanti la miriade di alberi che quotidianamente si abbattevano pericolosamente sulla sede stradale nei punti in cui non si era potuto più eseguire il taglio di sicurezza a causa della sospensione, circostanza che ha più volte sfiorato la tragedia”.

Loielo conclude invitando l’esponente politico Greco a verificare di persona lo stato delle cose: “Lasci la sua cara Vibo e venga sul posto a sincerarsi della reale situazione dei fatti (cosa che avrebbero dovuto fare anche i carabinieri Forestali) e poi, eventualmente, ci illumini della sua immensa sapienza!”.

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