“Buon compleanno Filippo”: Libera Vibo ricorda il 19enne di Soriano vittima innocente di un agguato di ’ndrangheta

Oggi Filippo Ceravolo avrebbe compiuto trentatré anni. Un ragazzo normale, come tanti, la cui vita è stata spezzata dalla ferocia della 'ndrangheta in una sera d'ottobre del 2012
filippo ceravolo

C’è un compleanno che la comunità di Soriano non può festeggiare con la gioia che meriterebbe, ma solo con la solennità della memoria. È quello di Filippo Ceravolo, il giovane commerciante la cui vita è stata spezzata la sera del 25 ottobre 2012. Filippo non era un bersaglio; era solo un ragazzo che aveva accettato un passaggio su un’auto sbagliata, diventando la vittima innocente di una faida di ‘ndrangheta – quella tra i clan Loielo ed Emanuele – che non gli apparteneva.

Il messaggio di Libera: “La memoria è responsabilità”

In occasione di questa ricorrenza, il coordinamento di Libera Vibo Valentia ha diffuso una nota per ricordare che Filippo non è solo un nome su una lapide, ma una “storia, una famiglia e una comunità ferita. Ricordarlo oggi – scrivono gli attivisti – significa trasformare il dolore in impegno quotidiano contro la criminalità organizzata. La responsabilità è il primo passo per costruire un futuro libero dalle mafie”, sottolinea l’associazione, ribadendo che la memoria non deve essere un esercizio statico, ma una spinta al cambiamento sociale.

La svolta del 2026: verso la verità

Per anni il padre di Filippo, Martino Ceravolo, ha lottato contro l’oblio e le archiviazioni, portando il volto di suo figlio nelle piazze e in televisione. Quella battaglia sembra aver trovato finalmente riscontro: le recenti indagini della Dda di Catanzaro hanno portato, proprio in questo 2026, a sviluppi decisivi per identificare i presunti esecutori di quell’agguato. Dopo oltre un decennio di silenzi, i nomi di chi – secondo l’accusa – agì lungo la strada tra Pizzoni e Soriano stanno emergendo dai faldoni giudiziari, restituendo dignità a una vittima che per troppo tempo ha atteso che lo Stato facesse il suo dovere.

Oggi Filippo avrebbe 33 anni. Forse avrebbe continuato l’attività del padre, forse avrebbe messo su famiglia. Quello che resta è il suo esempio di “normalità” in una terra difficile. Onorare il suo compleanno significa promettere che il suo sacrificio non sarà stato vano e che la giustizia, seppur lenta, ha iniziato a percorrere l’ultimo miglio.

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