Calabria locomotiva del Sud: Pil in crescita oltre la media nazionale, export da record e Gioia Tauro trascina l’economia regionale

Bankitalia certifica il buon andamento dell'economia calabrese nel 2025, ma avverte: le tensioni internazionali e le fragilità strutturali restano un rischio per il futuro

La Calabria chiude il 2025 con numeri superiori alle attese e migliori rispetto alla media nazionale. Secondo il rapporto annuale della Banca d’Italia sull’economia regionale, presentato nella sede di Catanzaro, il Prodotto interno lordo è cresciuto dell’1,1%, superando sia il dato del Mezzogiorno sia quello dell’intero Paese.

Un risultato sostenuto dalla vivacità delle esportazioni, dagli investimenti e dalla spinta del porto di Gioia Tauro, che continua a consolidare il proprio ruolo strategico nel sistema logistico nazionale. Tuttavia, le prospettive per il 2026 appaiono più incerte. Bankitalia richiama infatti l’attenzione sugli effetti delle tensioni geopolitiche internazionali, in particolare del conflitto in Medio Oriente, che stanno già incidendo negativamente sulla fiducia di famiglie e imprese.

Export oltre il miliardo e nuovo record per Gioia Tauro

Tra i dati più significativi emerge il forte incremento delle esportazioni regionali, cresciute del 10,8% nell’ultimo anno, in netta controtendenza rispetto al Mezzogiorno (-1,2%) e ben al di sopra della media nazionale (+3,3%). L’export calabrese ha così superato la soglia del miliardo di euro. Negli ultimi quattro anni l’incidenza delle esportazioni sul Pil regionale è passata dall’1,6% al 2,5%. Un progresso importante che, tuttavia, evidenzia ancora un ampio margine di crescita se confrontato con il resto del Paese, dove il rapporto tra export e Pil raggiunge il 29%, mentre nel Mezzogiorno si attesta al 13%.

A trainare la crescita continua a essere il porto di Gioia Tauro, che nel 2025 ha movimentato circa 4,5 milioni di Teu, segnando un incremento del 14% rispetto all’anno precedente. Lo scalo calabrese gestisce ormai circa un terzo dell’intero traffico container italiano, confermandosi tra le infrastrutture strategiche più importanti del Mediterraneo. L’industria regionale ha registrato un aumento moderato delle vendite, mentre gli investimenti si sono mantenuti sui livelli del 2024 grazie anche al sostegno degli incentivi fiscali e delle misure collegate alla Zes unica.

Non mancano però le criticità. Bankitalia evidenzia come il sistema produttivo continui a essere caratterizzato da una forte presenza di micro e piccole imprese e da una limitata capacità innovativa, con livelli di brevettazione tra i più bassi d’Italia.

Svimez: il Mezzogiorno cresce più del Nord 

I dati della Svimez confermano un quadro positivo per il Sud Italia. Nel 2025 il Pil delle regioni meridionali è cresciuto dello 0,7%, contro lo 0,5% registrato nel Centro-Nord. È il quarto anno consecutivo in cui il Mezzogiorno cresce più della media nazionale, un risultato che, secondo l’associazione, non si verificava dai tempi del boom economico del dopoguerra. Resta però aperta la questione del ritardo italiano rispetto al resto d’Europa. L’economia nazionale ha infatti fatto segnare una crescita dello 0,5%, ben lontana dall’1,5% medio dell’Unione Europea. La Spagna continua a correre con un +2,8%, mentre la Francia si attesta allo 0,8% e la Germania registra un modesto +0,2%.

Nel panorama regionale spiccano l’Abruzzo, che cresce dell’1,9%, e la Campania con un incremento dello 0,9%. Anche la Calabria si colloca sopra la media italiana con un aumento dello 0,8%, confermando una fase di espansione che interessa gran parte del Mezzogiorno.

Il ruolo decisivo degli investimenti e del Pnrr

A sostenere la crescita è stata soprattutto la dinamica degli investimenti. Secondo Svimez, nel 2025 gli investimenti fissi lordi sono aumentati del 3,5%, proseguendo un trend avviato nel 2021 grazie all’effetto combinato del Superbonus e delle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Particolarmente significativa la crescita delle opere pubbliche. Tra il 2022 e il 2025 gli investimenti nel settore sono quasi raddoppiati sia al Sud (+88,3%) sia nel Centro-Nord (+87,8%). La Calabria figura tra le regioni che hanno registrato gli incrementi più rilevanti insieme a Puglia, Toscana, Lazio, Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta.

Numeri che raccontano una regione in movimento e capace di cogliere le opportunità offerte dagli investimenti e dalla logistica. La sfida, adesso, sarà trasformare questa crescita in sviluppo strutturale, rafforzando innovazione, dimensione delle imprese e capacità competitiva per affrontare un contesto internazionale sempre più incerto. (foto web)

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