Venti telefoni cellulari sequestrati nel corso di una vasta operazione di controllo scattata alle prime ore dell’alba nella casa circondariale di Vibo Valentia. Un intervento straordinario, condotto con il supporto di agenti della Polizia penitenziaria provenienti da diverse zone della Calabria, che ha portato al recupero dei dispositivi, alcuni dei quali capaci di eludere persino i metal detector.
Controlli massicci e protesta
L’operazione, caratterizzata da perquisizioni capillari all’interno dell’istituto, ha avuto come obiettivo il contrasto all’introduzione e alla detenzione illegale di telefoni cellulari. Al termine dei controlli, i detenuti hanno inscenato una sorta di protesta. Le attività sono state coordinate dalla direttrice Angela Sciavicco, arrivata pochi giorni fa alla guida dell’istituto, e dal comandante della Polizia penitenziaria, Pietro Davide Romano.
Il plauso del sindacato
Il Sindacato nazionale autonomo Polizia penitenziaria (SiNAPPe) esprime soddisfazione per il risultato raggiunto e rivolge un plauso agli agenti impegnati nel servizio. A complimentarsi con il personale sono Fabio Viglianti e Cristina Busà, che sottolineano la professionalità e lo spirito di sacrificio dimostrati dagli operatori. “Un plauso incondizionato va a tutto il personale operante”, dichiarano i rappresentanti sindacali, indicando nel sequestro dei venti dispositivi una conferma dell’impegno quotidiano della Polizia penitenziaria nel contrastare le violazioni delle regole all’interno del carcere.
Organici e condizioni di lavoro
Il SiNAPPe richiama anche le difficoltà con cui gli agenti sono costretti a operare, tra carichi di lavoro elevati e necessità di rafforzare le risorse disponibili. Per Viglianti e Busà, l’intervento dimostra che la risposta dello Stato passa anche attraverso il lavoro di chi garantisce ogni giorno l’ordine e la sicurezza negli istituti penitenziari. Il sindacato auspica che l’Amministrazione riconosca concretamente il lavoro svolto, investendo sul potenziamento degli organici, sul miglioramento delle condizioni lavorative e sull’aggiornamento professionale.
“La sicurezza si ottiene potenziando e gratificando le risorse umane: le donne e gli uomini del Corpo”, sottolinea la segreteria regionale, che rinnova infine il proprio sostegno agli agenti della casa circondariale di Vibo Valentia.



