La notizia dell’elezione di monsignor Claudio Maniago alla presidenza della Conferenza episcopale calabra era già stata ampiamente diffusa. Meno evidenziato, invece, un altro aspetto del rinnovamento deciso dai vescovi riuniti il 28 ottobre a Catanzaro: nel nuovo assetto della presidenza non figura più monsignor Attilio Nostro, vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea, che non è stato riconfermato nell’incarico di segretario, ricoperto dal maggio 2022.
Non si tratta soltanto di una sostituzione nell’organigramma. Il cambio della guida dell’organismo regionale porta con sé anche una diversa composizione della squadra chiamata ad affiancare il presidente e, potenzialmente, un nuovo orientamento nella distribuzione delle responsabilità e nella conduzione del lavoro comune. È in questa prospettiva che va letto anche l’avvicendamento che riguarda il presule vibonese.
Cambia la squadra dei vescovi
Monsignor Maniago, arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, già vicepresidente, succede a monsignor Fortunato Morrone, arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, che ha guidato la Conferenza episcopale calabra dal 4 ottobre 2021. Accanto al nuovo presidente, i vescovi hanno scelto monsignor Serafino Parisi, vescovo di Lamezia Terme, come vicepresidente, e monsignor Giuseppe Alberti, vescovo di Oppido Mamertina-Palmi, come nuovo segretario. Confermato don Pietro Sergi, dell’arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova, nel ruolo di sottosegretario.
Una nuova squadra, dunque, che segna la conclusione dell’esperienza di monsignor Nostro all’interno della presidenza regionale.
Un avvicendamento, ma senza spiegazioni
Il dato è certo, mentre restano da chiarire le ragioni che hanno portato alla mancata riconferma del vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea. È stato lo stesso Attilio Nostro a non riproporre la propria disponibilità, oppure la scelta è maturata diversamente nell’ambito delle valutazioni dei confratelli?
È tuttavia legittimo osservare che il cambio della presidenza, in un organismo come quello episcopale, può accompagnarsi a una diversa impostazione del lavoro e a una nuova distribuzione degli incarichi. La composizione della squadra non è un elemento secondario: contribuisce a definire le priorità, le modalità di collaborazione e gli equilibri interni della Conferenza.
Si apre una nuova fase
Nel suo primo intervento, il neo presidente Maniago ha ringraziato i confratelli per la fiducia accordatagli e rivolto un riconoscimento a monsignor Morrone per il percorso compiuto negli ultimi cinque anni, sottolineando il clima di comunione, la collaborazione fraterna e il cammino sinodale sviluppato tra le Chiese calabresi.
Il rinnovo arriva, inoltre, a poche settimane dall’approvazione del nuovo regolamento interno della Conferenza episcopale calabra e apre una fase diversa per il coordinamento delle diocesi regionali. In questo passaggio, l’uscita di monsignor Attilio Nostro dalla presidenza rappresenta un elemento che merita di essere registrato, soprattutto per il legame con il territorio vibonese. Non una conclusione da anticipare, ma un avvicendamento da comprendere nel quadro più ampio del nuovo corso della Chiesa calabrese.



