L’olivo come simbolo di identità, lavoro e resistenza. Ma anche come strumento concreto di solidarietà tra comunità rurali. È questo il filo conduttore dell’incontro dedicato all’olivicoltura resistente, in programma martedì 3 novembre a Cinquefrondi, in Piazza Castello, alle ore 17. L’iniziativa si inserisce in un progetto di monitoraggio e compensazione degli attacchi ai terreni agricoli in Palestina, promosso attraverso la collaborazione tra organizzazioni dell’agricoltura ecologica e sociale palestinese e italiana. L’obiettivo è sostenere le comunità agricole palestinesi, documentare le aggressioni ai terreni e ripristinare gli oliveti danneggiati, costruendo gemellaggi concreti tra territori rurali del Mediterraneo.
La situazione è particolarmente difficile in Cisgiordania, dove le limitazioni all’accesso alla terra e all’acqua e gli attacchi dei coloni mettono a rischio il lavoro e la sopravvivenza di migliaia di famiglie. Durante la raccolta delle olive del 2024, secondo i dati OCHA riportati dal progetto, sono stati registrati almeno 225 attacchi in 82 aree della Cisgiordania, con oltre 2.500 ulivi bruciati.
I dati del recupero e gli interventi previsti
I risultati degli interventi realizzati tra dicembre 2025 e aprile 2026 raccontano però anche una concreta possibilità di ripartenza: 2.430 ulivi e 1.470 altri alberi da frutto piantati, 108 famiglie coinvolte, sette villaggi interessati e 26 ettari di superficie agricola recuperata o riconvertita.
A confrontarsi con il pubblico saranno Ashraf Taha, agronomo del PARC, e Mahmoud Qadi, presidente della cooperativa Beni Zeid. Interverranno inoltre il sindaco di Cinquefrondi Michele Conia e il giornalista e regista palestinese Hamdi Al Horus. La manifestazione è curata da Nino Quaranta, Cooperativa della Terra, e Maurizio Agostino, Associazione ABC. Un incontro che vuole andare oltre la testimonianza, mettendo in relazione esperienze, agricoltori e territori. Perché difendere un ulivo significa anche difendere il diritto di una comunità a restare nella propria terra, coltivarla e costruire il proprio futuro.




