È sul tema dell’acqua che si consuma uno degli episodi più significativi dell’ultimo Consiglio comunale di Vibo Valentia. L’assessore Francesco Colelli interviene sulle difficoltà dell’approvvigionamento idrico e sulle manovre di compensazione che, in questa fase, vengono effettuate per cercare di garantire l’acqua nelle diverse zone della città.
Nel corso dell’intervento, però, dalle file dell’opposizione arriva il richiamo a non dilungarsi, considerato che si è nella fase delle comunicazioni e non nella discussione di una specifica pratica. Una contestazione che il presidente del Consiglio comunale Antonio Iannello, del Pd come Colelli e il sindaco Enzo Romeo, fa propria, invitando l’assessore in maniera perentoria e a voce alta a rimanere nell’ambito della questione all’ordine del giorno.
Il confronto tra Iannello e Colelli
Colelli non accetta il richiamo e rivendica la possibilità di sviluppare il proprio ragionamento politico partendo dalla questione idrica. “Quando qualcuno parla, quando non deve stare sul tema, non lo stabilisce lei, consigliere. Gli atti propedeutici e quello che dicono lo stabilisco io e non lei”, afferma l’assessore. E aggiunge: “Se io voglio fare un ragionamento politico, quando è articolato il mio ragionamento lo stabilisco io, non lei”.
Iannello insiste invece sulla necessità di restare sulla pratica. Il confronto si alza di tono e il presidente del Consiglio cerca di interrompere l’intervento dell’assessore. È in questo momento che interviene il sindaco Enzo Romeo, nel tentativo di riportare la discussione su toni più distesi e invitare il presidente alla calma, consentendo ovviamente a Colelli di spiegare le problematiche della grave situazione idrica in città. La risposta di Iannello al sindaco arriva immediata: “Stia calmo lei, sindaco”.
Il sindaco finisce nello scontro
È questo il passaggio politicamente più rilevante della discussione. Romeo non stava contestando il presidente, ma cercando di svolgere una funzione di mediazione mentre il confronto tra Colelli e Iannello si faceva più acceso. Il richiamo del presidente, tuttavia, coinvolge direttamente il sindaco e porta lo scontro all’interno della stessa maggioranza.
La vicenda nasce dunque da una questione concreta: l’acqua e le difficoltà di garantire l’approvvigionamento in tutte le zone della città. Colelli spiega che il Comune è costretto ad attuare “sistematiche e ripetute manovre di compensazione” per distribuire la risorsa disponibile.
Il problema diventa però immediatamente politico e regolamentare: fino a dove può spingersi un intervento nella fase delle comunicazioni e chi deve stabilire quando un consigliere o un assessore sta andando oltre il tema?
Iannello sceglie una linea precisa, raccogliendo il rilievo dell’opposizione e chiedendo a Colelli di attenersi alla questione. Romeo tenta una mediazione. Ma il confronto sfugge al controllo e il presidente finisce per rivolgersi direttamente al sindaco, come per dire “questa è casa mia, sindaco, stia calmo e zitto”.
Una scena che, al di là delle ragioni regolamentari che ciascuno può rivendicare, mostra una difficoltà nel rapporto tra i diversi livelli della maggioranza. E questa volta non sono maggioranza e opposizione a confrontarsi: sono il presidente del Consiglio, un assessore e il sindaco, tutti riconducibili alla stessa area politica. La città assiste allo spettacolo.




