Da Arena l’appello per le aree interne: svegliamo le coscienze per fermare lo spopolamento e invertire la rotta

Al via le adesioni al Comitato Civico Permanente dei centri dell’Alto Mesima

Promosso dal gruppo “Arena Radici e Futuro”, nato nel centro montano per dare vita a un nuovo progetto amministrativo cittadino, si è svolto sabato pomeriggio presso la sala consiliare un incontro per dare vita a un Comitato Civico Permanente dell’Alto Mesima, pensato per proporre idee e progetti per affrontare le tante problematiche comuni a tutti i centri dell’interno e cercare di spronarne la risoluzione.

Le tematiche

All’appuntamento erano invitati cittadini e associazioni dei centri di Arena, Acquaro, Dasà, Gerocarne e Dinami, alcune delle quali hanno aderito e molte altre no, per impegni dei rispettivi rappresentati. Viabilità carente che isola i paesi dell’entroterra, costringendo i residenti a perdere ore di vita per brevi spostamenti; spopolamento e sanità, con la mancanza di servizi minimi e assistenza medica adeguata (guardia medica, pediatra di famiglia); scarsa volontà di sviluppare il turismo montano. Abbandono. Tutti elementi che minano la volontà di rimanere, incentivando l’”emigrazione forzata”. Un grido d’allarme e, allo stesso tempo, un invito accorato al riscatto collettivo e alla partecipazione attiva per cercare di superare il profondo disagio che attanaglia i comuni interessati.

Gli obiettivi

A spiegare gli intenti dell’iniziativa è stato Orlando Mamone, referente del gruppo organizzatore: “Abbiamo iniziato un percorso che cerca di entrare concretamente nelle problematiche delle nostre comunità”, ha esordito, sottolineando “l’assoluta necessità di dare continuità a un impegno per il sociale non più procrastinabile di fronte a una situazione ormai quasi insostenibile, che ha letteralmente bruciato intere generazioni, rendendole impossibilitate a esprimersi o a costruire la propria vita sul suolo natio. Se le poche capacità rimaste indugiano ancora – ha rimarcato – tra pochi anni rimarremo davvero con poco su cui poter lavorare”.

L’incontro non si è limitato alla sola denuncia dello stato di fatto. La critica si è infatti tradotta in una proposta d’azione, con l’obiettivo dichiarato di costituzione immediata, da zero, di un comitato intercomunale spontaneo volto a raccogliere le disponibilità dei singoli abitanti e delle associazioni per iniziare a ragionare e agire insieme. “La politica e le istituzioni – ha chiosato – cercano di fare quello che possono, ma si paralizzano se non sono costantemente incalzate e indirizzate da una base civica incalzante. Pertanto, chiari i messaggi: fine dell’egoismo, col forte appello a un risveglio collettivo per superare l’individualismo campanilistico e riscoprire la solidarietà comunitaria nel sociale; azione immediata, attraverso la creazione del comitato territoriale condiviso tra cittadini e associazioni dei comuni vicini, per elaborare soluzioni e invertire la tendenza prima che sia troppo tardi”.

Tanti buoni propositi

“La politica – ha ribadito in chiusura Mamone – dovrebbe risolvere le criticità, ma se non c’è una società civile alle spalle che dà linee guida e di indirizzo, essa tende inevitabilmente a seguire le strade più semplici. Se c’è qualcosa dietro che spinge e ricorda i problemi che viviamo, allora la politica potrà dare altre risposte”.

L’appello è stato colto dalla maggior parte degli intervenuti: Pino Cirillo, che ha offerto la disponibilità di un sito web di prossima apertura, dedicato a tutti i comuni della Calabria; Salvatore Cavallaro e Giovanna Sette, che hanno spronato i presenti a sottoscrivere l’adesione al comitato; Francesco Imeneo, in rappresentanza di due associazioni di Acquaro, che ha dato disponibilità per qualsiasi cosa di positivo, così come ha fatto Vincenzo Sabatino, in rappresentanza di un’associazione di Gerocarne; Alessandro Pagano, imprenditore ed ex amministratore locale, che ha evidenziato come i problemi dell’area siano stati aggravati dall’assenza o dai ritardi nella realizzazione della viabilità, ancora all’anno zero (pedemontana, su cui sono stati spesi miliardi di lire senza che abbia mai visto la luce, trasversale delle Serre, iniziata nel ’66 dello scorso millennio e ancora in fase di ultimazione, piano provinciale dei trasporti, presentato a metà anni 2000 dall’amministrazione Bruni e rimasta su carta).

L’assemblea si è conclusa con tanti buoni propositi e la sottoscrizione delle prime adesioni.

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