La prima manifestazione pubblica contro i depositi costieri della Meridionale Petroli segna, secondo Adriana Teti, l’inizio di una nuova fase nella battaglia per il futuro di Vibo Marina. La coordinatrice del Comitato No Depositi, promotrice dell’iniziativa svolta giovedì scorso davanti agli impianti industriali di via Vespucci, ha affidato ai social una lunga riflessione sul significato della mobilitazione e sugli obiettivi che il movimento intende perseguire nei prossimi mesi.
Nonostante la stampa locale abbia evidenziato una partecipazione numericamente contenuta, Teti respinge ogni lettura riduttiva dell’evento. Per la coordinatrice del comitato, la presenza di oltre cento cittadini rappresenta infatti un risultato più che soddisfacente, soprattutto considerando che si trattava della prima manifestazione organizzata dal movimento nato per chiedere la delocalizzazione dei depositi costieri. Secondo Teti, l’aspetto più importante della giornata non sarebbe stato tanto il dato numerico, quanto il messaggio politico emerso dalla piazza: la richiesta di liberare via Vespucci e l’intero waterfront dalla presenza degli impianti industriali, ritenuti incompatibili con una prospettiva di sviluppo turistico e di valorizzazione del quartiere.
Le parole del sindaco e il nodo della delocalizzazione
Particolare rilievo viene attribuito all’intervento del sindaco Enzo Romeo, presente alla manifestazione. Nel suo resoconto, Teti evidenzia come il primo cittadino abbia ribadito l’insostenibilità della convivenza tra il centro abitato e un’attività industriale classificata a rischio di incidente rilevante. La coordinatrice del Comitato No Depositi richiama inoltre gli impegni assunti dall’amministrazione comunale, che avrebbe confermato l’esistenza di interlocuzioni con il Ministero competente, con l’Autorità di Sistema Portuale e con la stessa società Meridionale Petroli per individuare una soluzione che porti, nel tempo, al trasferimento degli impianti.
Tra gli elementi maggiormente rivendicati dal sindaco vi sarebbe anche la riduzione della durata della concessione, passata da venti a quattro anni. Una scelta che, nelle intenzioni dell’amministrazione, dovrebbe consentire di costruire il percorso amministrativo, economico e infrastrutturale necessario alla futura delocalizzazione.
Le prossime mosse del Comitato
Il comitato annuncia intanto una nuova fase di iniziativa istituzionale. Nei prossimi giorni saranno predisposte osservazioni da presentare alla Prefettura sul Piano di Sicurezza Esterno collegato agli impianti della Meridionale Petroli. L’obiettivo dichiarato è quello di limitare, per quanto possibile, gli effetti delle prescrizioni previste dal piano, in particolare sulla viabilità di via Vespucci e sulla disponibilità dei parcheggi a servizio dei residenti e delle attività economiche della zona.
Tra obiettivi e realtà
Se da un lato il comitato rivendica l’apertura di un percorso politico verso la delocalizzazione dei depositi, dall’altro la situazione concreta resta tutt’altro che definita. Ad oggi, infatti, il Piano di Sicurezza Esterno procede nel proprio iter e le ipotesi finora emerse prevedono comunque pesanti limitazioni per via Vespucci, con restrizioni alla circolazione e significative ricadute sulla fruibilità dell’area. Le osservazioni che saranno presentate alla Prefettura rappresentano un tentativo di mitigare gli effetti delle prescrizioni, ma al momento non risultano soluzioni condivise in grado di evitare i disagi prospettati.
Anche sul fronte della delocalizzazione, nonostante l’avvio di interlocuzioni istituzionali e le dichiarazioni di intenti, non esistono ancora certezze sui tempi, sulle risorse necessarie e sulla concreta realizzabilità del trasferimento. Il percorso è stato formalmente avviato, ma resta lungo e complesso. E mentre il dibattito politico guarda a un futuro senza depositi costieri, Vibo Marina continua a confrontarsi con le conseguenze immediate e concrete di una presenza industriale che, almeno per ora, resta dov’è.



