Abilita Notifiche OK No grazie

Distretto sanitario allo sbando: servizi fermi e pazienti senza risposte

Nomina contestata, assenze e disorganizzazione: la sanità territoriale affonda e lascia soli i cittadini. Report inviati in Procura

Il Distretto sanitario territoriale dell’Asp di Vibo Valentia, che dovrebbe rappresentare il primo presidio di cura per oltre 150mila abitanti, appare oggi come un sistema privo di direzione, incapace di garantire servizi essenziali e continuità assistenziale. Al centro delle criticità c’è la nomina della direttrice, Maria Dolores Passante, avvenuta lo scorso novembre con un incarico quinquennale che, per molti, solleva più di un dubbio sul piano normativo, anche in relazione all’età della dirigente, prossima ai 70 anni. Perplessità che, al netto delle osservazioni, sono state superate dal management dell’Asp che, dopo regolare avviso pubblico, le ha affidato la guida del Distretto sanitario.

Poche ore e pochi giorni in Distretto

Ma è soprattutto sul piano operativo che emergono le maggiori perplessità. La presenza al Distretto viene descritta come “saltuaria, limitata a pochi giorni e poche ore settimanali”, una condizione difficilmente compatibile con la gestione di una struttura complessa, che dovrebbe coordinare medici di base, pediatri, guardie mediche, specialisti ambulatoriali e servizi di prevenzione. In assenza di una guida stabile, il Distretto si muove senza programmazione, senza un sistema di rendicontazione e senza una reale organizzazione del lavoro.

Quello che manca, secondo le testimonianze raccolte, è “un disegno complessivo”. Non ci sono “riunioni operative”, né esiste un confronto strutturato con i sindaci del territorio, che spesso sono i primi a intercettare il disagio dei cittadini. Anche il rapporto con il personale sanitario appare compromesso: alcuni medici di continuità assistenziale non avrebbero mai avuto un contatto diretto con la direzione, segno di una distanza che si traduce in inefficienza quotidiana.

Interi settori senza un riferimento

Le conseguenze sono evidenti. Interi settori risultano senza riferimenti, con figure andate in pensione mai sostituite. Ci sono medici che attendono il pagamento da mesi e servizi che procedono per inerzia, affidati più al buon senso degli operatori che a un’organizzazione strutturata.

In questo contesto, anche il Cup (Centro unico prenotazioni) rappresenta un ulteriore elemento di criticità: le prenotazioni non vengono gestite, i pazienti che non si presentano non vengono sostituiti e le liste d’attesa si allungano senza controllo. Un corto circuito che rende inutile perfino il ricorso alle prestazioni aggiuntive, attivate per abbattere tempi che potrebbero essere ridotti con una gestione ordinaria più efficiente.

Sanità territoriale in ginocchio

Il problema, però, va oltre il singolo disservizio e investe l’intero modello di sanità territoriale. Le norme più recenti ridisegnano un sistema in cui il Distretto dovrebbe essere il fulcro della presa in carico del paziente, soprattutto dopo le dimissioni ospedaliere, attraverso una rete integrata fatta di assistenza domiciliare, ospedali di comunità e centrali operative territoriali. È qui che si gioca la vera partita della sanità moderna, quella che dovrebbe evitare ricoveri inutili e garantire cure più vicine alle persone. Eppure, proprio questo meccanismo, nel Vibonese, sembra incepparsi. Senza coordinamento, il paziente resta solo. Le famiglie, davanti a situazioni di difficoltà, finiscono per rivolgersi al 118, trasformando un bisogno assistenziale in un’emergenza sanitaria. Gli ospedali si riempiono di casi che potrebbero essere gestiti sul territorio, mentre servizi fondamentali come l’assistenza domiciliare o la terapia del dolore faticano a funzionare.

Report dei commissari inviati in Procura

A rendere ancora più evidente il quadro è la quotidianità vissuta dai cittadini. Chi entra nel distretto spesso non trova indicazioni chiare, si muove tra uffici senza punti di riferimento e attende risposte che non arrivano. Anche le richieste più semplici, come l’assegnazione di ausili per pazienti non autosufficienti, restano bloccate per settimane.

Nel frattempo, la carenza di specialisti, come i geriatri non sostituiti, lascia scoperti interi segmenti di assistenza. Non si tratta di una criticità improvvisa: già in passato i commissari dell’Asp avrebbero segnalato, con relazioni dettagliate, le difficoltà del distretto, descrivendo una situazione problematica che, nel tempo, non è stata risolta. Oggi quelle criticità sembrano essersi aggravate, fino a restituire l’immagine di un sistema fuori controllo.

La sintesi più efficace arriva dagli stessi operatori: “Una nave in mezzo al mare senza comandante”. Una metafora che racconta meglio di qualsiasi dato il senso di smarrimento che attraversa il distretto. E mentre la struttura resta alla deriva, a pagare il prezzo più alto sono i pazienti, soprattutto i più fragili, che vedono allontanarsi sempre di più il diritto a una cura tempestiva e adeguata.

© Riproduzione riservata
Ultim'ora

Ti potrebbe interessare...

La piccola è stata estubata e non è più sedata: il quadro neurologico appare promettente, pur restando la prognosi riservata
Nomina contestata, assenze e disorganizzazione: la sanità territoriale affonda e lascia soli i cittadini. Report inviati in Procura
Il provvedimento è stato eseguito a Isola Capo Rizzuto, mentre a Cutro i militari dell’Arma dei carabinieri hanno portato a termine un’altra misura: un 31enne ai domiciliari per atti persecutori e lesioni personali aggravate

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Vibo Valentia n.1 del Registro Stampa del 7/02/2019. Direttore Responsabile: Nicola Lopreiato
Noi di Calabria S.r.L. | P.Iva 03674010792