Emergenza 118 nelle Serre, il Comitato San Bruno denuncia il blocco del 118: situazione insostenibile (video)

Rocco La Rizza, presidente del sodalizio, punta il dito contro Regione e Azienda Zero per i ripetuti disservizi, denunciando tempi di soccorso incompatibili con le emergenze. Annunciate Pec al prefetto e nuove iniziative di mobilitazione se la postazione locale non sarà ripristinata a pieno regime

Nuova dura presa di posizione del Comitato San Bruno in merito alle criticità strutturali che stanno colpendo il sistema di emergenza-urgenza nell’entroterra vibonese. Nella serata di ieri, 18 luglio, il presidente del sodalizio Rocco La Rizza si è recato all’esterno dell’ospedale di Serra San Bruno per denunciare, per l’ennesima volta, il blocco locale del servizio 118, definendo la situazione ormai “insostenibile per la sicurezza della popolazione”.

La contestazione si rivolge direttamente alla gestione della sanità regionale e ad Azienda Zero. Secondo il Comitato, le rassicurazioni istituzionali sull’operatività del servizio – basate sull’invio di mezzi di soccorso da postazioni limitrofe come Chiaravalle Centrale, Soverato o Soriano Calabro – “non tengono conto dei reali tempi di percorrenza. Un’ambulanza in partenza da Chiaravalle o da Soriano impiega infatti oltre 30 minuti per raggiungere Serra San Bruno, tempistiche giudicate incompatibili con la gestione delle emergenze tempo-dipendenti in un comprensorio montano e geograficamente svantaggiato che include comuni isolati come Fabrizia, Nardodipace, Mongiana, Brognaturo e Spadola”.

Il fine settimana critico e il caso della postazione unica

A gravare sul quadro assistenziale, secondo quanto riferito da La Rizza, si sarebbero aggiunti disservizi specifici nel corso dell’ultimo fine settimana. Nella giornata del 17 luglio, dalle 8 alle ore 20, l’ambulanza di stanza a Serra San Bruno sarebbe rimasta ferma e, a causa della concomitante assenza del presidio di Soriano Calabro, gli interventi di emergenza per l’intera area sarebbero stati presi in carico esclusivamente dalla postazione territoriale di Vibo Valentia. Questa concentrazione dei soccorsi in un unico punto della provincia è considerata dal Comitato come la “prova del fallimento del nuovo progetto pilota di riorganizzazione del settore”, che starebbe alimentando “ansia e insicurezza tra i residenti, i quali pagano regolarmente le tasse ma vedono compromesso il proprio diritto alla salute”.

L’appello a istituzioni, sindaci e Prefettura

Di fronte a questo scenario di isolamento sanitario, il presidente del Comitato San Bruno ha rivolto un invito esplicito al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, e al direttore generale di Azienda Zero, Gandolfo Miserendino, affinché intervengano immediatamente per ripristinare la piena funzionalità della postazione locale del 118. Le iniziative di protesta si sposteranno adesso sul piano formale e istituzionale. Lunedì mattina (domani, ndr) saranno inviate delle comunicazioni ufficiali via Pec al prefetto di Vibo Valentia per sollecitare un intervento urgente. Contestualmente, La Rizza ha lanciato un appello ai sindaci del territorio delle Serre affinché “prendano piena coscienza del problema e si uniscano alla tutela del presidio”, avvertendo che, in caso di ulteriori interruzioni del servizio, il Comitato organizzerà una “mobilitazione di piazza con il coinvolgimento diretto di tutta la cittadinanza”.

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