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Entroterra vibonese senza pediatra: appello urgente dei sindaci alle istituzioni

Rischio scopertura dopo il trasferimento della dottoressa Siclari. I primi cittadini di Dinami, Dasà, Arena, Mongiana e Fabrizia chiedono l’attivazione immediata di una zona carente straordinaria e misure urgenti per garantire assistenza ai minori
piao asp vibo

I sindaci dei Comuni di Dinami, Dasà, Arena, Mongiana e Fabrizia hanno formalmente richiesto l’attivazione urgente della procedura di zona carente straordinaria di Pediatria di Libera Scelta nell’ambito territoriale n. 4 di Serra San Bruno, denunciando una situazione di grave criticità assistenziale. Nella nota indirizzata ai vertici dell’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia, alla Regione Calabria e, per conoscenza, alla Prefettura e al commissario ad acta per il piano di rientro, i primi cittadini evidenziano come il servizio pediatrico rappresenti un “presidio essenziale”, soprattutto in un’”area interna e montana caratterizzata da difficoltà infrastrutturali e di accesso ai servizi”.

Un intero territorio rimasto scoperto

Al centro della problematica c’è la sede pediatrica attualmente facente capo alla dottoressa Emanuela Siclari, che interessa anche i Comuni di Acquaro e Fabrizia. Il suo imminente trasferimento in un’altra Asp rischia di “lasciare scoperto l’intero territorio”, con “ripercussioni su un comprensorio già penalizzato dalla riduzione dei servizi essenziali”. I sindaci sottolineano come l’attuale programmazione per il 2026 non preveda alcuna zona carente nell’area di riferimento, limitandosi ai territori di Filadelfia, Tropea e Zungri. Una scelta ritenuta “insufficiente”, anche alla luce delle indicazioni dell’Asp, secondo cui sarebbero disponibili pediatri nei Comuni di Simbario e Serra San Bruno, soluzione che tuttavia “non garantirebbe una reale accessibilità per le famiglie delle aree interne”.

Secondo quanto evidenziato nel documento, la distanza, la conformazione montana del territorio e le difficoltà nei collegamenti rendono “particolarmente complesso raggiungere ambulatori situati in altri centri, soprattutto in presenza di bambini piccoli”. Per questo, il diritto all’assistenza pediatrica “deve essere garantito non solo sul piano numerico, ma anche in termini di prossimità ed effettiva fruibilità”.

Richiamando anche precedenti regionali, i firmatari ritengono che sussistano “tutti i presupposti per l’attivazione della procedura straordinaria”, chiedendo all’Asp di “avviare immediatamente l’iter, coinvolgere il Comitato aziendale di Pediatria di Libera Scelta e trasmettere gli atti alla Regione Calabria per la formalizzazione della nuova zona carente”.

Le richieste

Nelle more, i sindaci sollecitano l’adozione di “misure urgenti e temporanee” per evitare “vuoti assistenziali” e “garantire continuità del servizio ai minori residenti nei Comuni interessati”. La situazione è definita dai primi cittadini del Vibonese di “particolare allarme istituzionale e sociale”: senza interventi tempestivi, intere comunità rischiano di “restare prive di un servizio sanitario fondamentale, con gravi conseguenze per i bambini e le loro famiglie”.

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