La Regione Calabria ferma il mega progetto eolico “Piano del Campo” e dà ragione ai Comuni che da mesi combattevano contro l’installazione di sette giganteschi aerogeneratori nel cuore delle Serre vibonesi. Con il provvedimento numero 193 del 15 maggio 2026, il Dipartimento regionale per la Sostenibilità Ambientale – Settore Energia – ha dichiarato improcedibile l’istanza presentata dalla società proponente Fri-El Spa, mettendo di fatto un punto, almeno per ora, alla realizzazione dell’impianto industriale da 30 megawatt.
Una decisione che arriva dopo la presa di posizione netta dei Comuni di Polia, Filadelfia, Monterosso Calabro e Maierato, che tra il 13 e il 14 maggio avevano depositato pareri ufficialmente contrari all’opera, contestando duramente il progetto sotto il profilo ambientale, tecnico e procedurale.
Le falle nel progetto
Nel decreto regionale emergono rilievi pesantissimi. Secondo quanto evidenziato dagli uffici comunali e dall’Ente Parco Naturale Regionale delle Serre, il progetto sarebbe stato caratterizzato da incongruenze documentali, carenze tecniche e modifiche tali da rendere impossibile la prosecuzione dell’iter autorizzativo. Tra gli aspetti più contestati figurano variazioni progettuali considerate sostanziali, al punto da coinvolgere persino il territorio del Comune di Filogaso, rimasto però escluso dal procedimento amministrativo. Non solo. La Regione avrebbe rilevato elaborati contraddittori, l’assenza di perizie giurate, la mancata esecuzione di analisi in situ e criticità legate alle distanze minime dalle abitazioni censite.
Elementi che hanno pesato in maniera decisiva sul rigetto dell’istanza, nonostante la società avesse già depositato integrazioni documentali nel dicembre scorso. Proprio quelle integrazioni, secondo i sindaci, non avrebbero sanato le criticità iniziali, facendo anzi emergere nuove problematiche strutturali.
Difeso il territorio dalle speculazioni
Durissime e dal forte peso politico le dichiarazioni congiunte dei sindaci dei quattro Comuni, che parlano apertamente di “vittoria del territorio contro gli interessi industriali”. “Non siamo contrari alla transizione ecologica – affermano – ma ci opporremo sempre alle speculazioni calate dall’alto su aree di enorme pregio naturalistico. Le Serre non possono essere trasformate in un distretto industriale dell’eolico”. I primi cittadini rivendicano una battaglia combattuta “a difesa dell’identità locale, della biodiversità e del modello economico legato al turismo sostenibile”, sostenendo che l’installazione delle pale avrebbe compromesso irrimediabilmente il paesaggio montano e gli investimenti realizzati negli ultimi anni su borghi, cammini naturalistici e ricettività verde.
Nel comunicato viene inoltre sottolineato il ruolo svolto dal legale Maurizio Fernando Teti, ringraziato per il supporto tecnico e amministrativo fornito ai Comuni durante tutta la procedura.
La battaglia politica non si chiude
Il verdetto regionale rappresenta uno stop pesantissimo per il progetto “Piano del Campo”, che negli ultimi mesi aveva alimentato forti tensioni tra amministrazioni, residenti e operatori turistici dell’area delle Serre. I Comuni, però, non abbassano la guardia. Nel documento congiunto parlano apertamente di “vigilanza altissima” e annunciano battaglia contro qualsiasi futuro tentativo di “industrializzazione selvaggia delle montagne”.
Per le amministrazioni coinvolte, la partita va oltre il singolo impianto: è uno scontro diretto tra due modelli opposti di sviluppo del territorio. Da una parte la produzione energetica industriale, dall’altra la difesa del patrimonio ambientale e paesaggistico delle Serre calabresi. E questa volta, almeno secondo il decreto della Regione, hanno vinto i Comuni.



