Un grave atto intimidatorio torna a scuotere il comprensorio vibonese, inserendosi in una preoccupante sequenza di episodi criminali che sta segnando il territorio in questi primi cinque mesi dell’anno. A dare la notizia è la Gazzetta del Sud, in un articolo a firma di Rosaria Marrella, che accende i riflessi sul pesante rogo che nella notte di sabato, poco dopo le 2, ha completamente avvolto e distrutto un garage adibito a deposito situato in via Riviera Prangi, nella località Marinella del comune napitino.
Le fiamme, sulla cui matrice dolosa non sussistono dubbi, hanno aggredito l’immobile di proprietà di un uomo di 75 anni, ma concesso in locazione a un quarantaseienne del posto, titolare di un’impresa di pulizie. All’interno del locale era custodito un ingente quantitativo di materiale sanitario, tra cui mascherine, siringhe e fluidi medicali, pronti per essere distribuiti e rifornire le strutture ospedaliere di Vibo Valentia, Lamezia Terme e Catanzaro. Il fuoco ha incenerito gran parte della merce, provocando un danno economico rilevante, stimato intorno ai 500mila euro.
Sul luogo del disastro sono prontamente intervenuti i Vigili del fuoco, che hanno lavorato a lungo per spegnere l’incendio e mettere in sicurezza l’intera area, e i carabinieri della Stazione di Pizzo, che hanno effettuato i primi rilievi scientifici e avviato indagini a tutto campo. Gli inquirenti hanno già provveduto ad acquisire i filmati registrati dai sistemi di videosorveglianza della zona, analizzando ogni pista e senza escludere alcun movente per risalire ai responsabili e ricostruire l’esatta dinamica dell’attentato.
Una successione ravvicinata di atti
Come evidenziato dalla Gazzetta del Sud, l’attentato di Pizzo non può essere considerato un fatto isolato, ma si configura come l’ennesimo tassello di un mosaico criminale più ampio, verosimilmente legato al tentativo di riaffermare il controllo del territorio da parte di consorterie colpite dalle grandi inchieste giudiziarie che ne hanno decapitato i vertici.
La recrudescenza criminale sta destando forte allarme e preoccupazione tra i cittadini del Vibonese, alla luce di una successione ravvicinata di atti di violenza, minacce e danneggiamenti registrati di recente. Solo pochi giorni prima del rogo di Pizzo, l’autovettura del dirigente del Comune di Vibo Valentia, Andrea Nocita, è stata avvolta dalle fiamme presso la stazione ferroviaria di Vibo-Pizzo, dove lo stesso dipendente pubblico aveva subito una violenta aggressione fisica due settimane prima. Nelle settimane precedenti si erano registrati colpi d’arma da fuoco contro cinque aziende nell’area industriale di Vibo Valentia e diciannove colpi contro la vettura di un parrucchiere a San Gregorio d’Ippona, mentre altre ditte del territorio hanno subito il recapito di bottiglie incendiarie e una lettera con esplicite minacce recapitata all’assessore al Personale del Comune di Vibo Valentia.
Di fronte a questa escalation, che per modalità e tempistiche sta minando la serenità della provincia, si erano già mobilitate sia le istituzioni, tramite la Prefettura, sia la stessa società civile, scesa di recente in piazza con una fiaccolata per manifestare il proprio dissenso e chiedere maggiore sicurezza.



