“Facciamo un patto: basta segreti nella coppia!”

Un'unica storia narrata in un romanzo da più voci contemporaneamente

D’ora in avanti, niente più bugie o mezze verità fra di noi. Anzi, nessuno spazio neppure per pensieri non riferiti o idee fugaci nella mente. Il legame che ci unisce sarà certificato dall’accordo che stiamo stipulando: ci impegneremo a dire apertamente tutto e poi tutto, nella massima sincerità e trasparenza possibili.

Qualcosa del genere si saranno dichiarati a vicenda quella strana ragazza e quell’insolito ragazzo conosciuti per caso in Messico da Luigi. La storia è accaduta realmente, una trentina di anni fa. Luigi era stato designato come testimone di nozze da un amico in procinto di sposarsi con una messicana e, nella cerchia delle persone invitate, vi era questa particolarissima coppia custode di un segreto.

Qualcosa del genere si saranno dichiarati a vicenda quella strana ragazza e quell’insolito ragazzo conosciuti per caso in Messico da Luigi. La storia è accaduta realmente, una trentina di anni fa. Luigi era stato designato come testimone di nozze da un amico in procinto di sposarsi con una messicana e, nella cerchia delle persone invitate, vi era questa particolarissima coppia custode di un segreto.

Un segreto per chiunque altro, di sicuro non per loro, reduci dalla promessa di non avere segreti a vicenda. Il gioco sembrava all’inizio funzionare, ma come prevedibile si risolse in un pericoloso dispositivo che fece separare i due incoscienti. In un modo o in un altro, custodito in qualche cassetto della memoria, questo ricordo ha funto da fonte di ispirazione per Luigi Combariati.

Avvocato e scrittore catanzarese, è vincitore di premi per numerose opere letterarie e dirige riviste settoriali. Da pochi mesi si trova in commercio ‘Quattro voci’, romanzo sui generis che si dipana secondo quattro distinti punti di vista.

Silvia e Alessio, intrappolati nel patto infernale, si aprono al pubblico in compagnia di Giò e Dario, rispettivamente amica di lei e amico di lui. Due amicizie granitiche, radicate entrambe sin dagli anni dell’adolescenza. Le migliori, spesso le uniche a sopravvivere per l’intera esistenza.

Ai monologhi sulla propria vicenda, nel caso dei personaggi protagonisti, si affiancano quelli che con sguardo esterno ne dispiegano le ferite irrisolvibili. Non ne è Silvia la sola colpevole, lei che trova inizialmente serenità soltanto nella sicurezza del patto. La sua instabilità emotiva, incrementata da errori e fallimenti nella vita ma soprattutto da una grave delusione amorosa, finisce per coattare dolcemente l’affermato e facoltoso studioso Alessio.

Le pagine, leggendole, sembrano appartenere al manuale di un corso di formazione in psichiatria; una miscela di generi letterari, che fa cominciare il testo alla maniera dei romanzi di formazione e lo fa concludere nello stile dei thriller. A condurre impetuosamente verso il finale, sconvolgente per lo stesso autore e non deciso a tavolino, è la psicologia femminile di Silvia e Giò, sorprendentemente padroneggiata da Luigi in ogni sua sfumatura più contraddittoria.

È solo Silvia a dipendere affettivamente da Alessio, e non il contrario? C’è un lato oscuro in ciascun essere umano, lo sappiamo e ce ne teniamo a debita distanza per paura di indagarlo. Quel lato indicibile che consentirà a Silvia di esultare quando Alessio le confesserà di aver provato attrazione per la cameriera di un pub. Lo riempirà paradossalmente di baci dalla gioia: non aveva mentito!

Per Il Maggio dei Libri, rassegna organizzata dal Centro per il Libro e La Lettura, la Libreria Cuori d’inchiostro ha ospitato giovedì 16 maggio Luigi Combariati ed Elisa Chiriano, docente e conduttrice radiofonica. Le lettrici e i lettori in sala si sono mostrati particolarmente coinvolti nella presentazione, intervenendo con numerose domande alla fine dell’incontro.

Tutti d’accordo sulla necessità di riservarci, custodendolo con cura, uno spazio indisponibile al prossimo: il vero amore è non ferire la persona amata, rispettando l’integrità sua e nostra.

Non scomodiamo le maschere pirandelliane. Non è sempre nostra volontà fingere di essere chi non siamo. Che non si sia invece noi a cambiare realmente da un giorno all’altro?

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