Si chiude ufficialmente l’esperienza di Gianpiero Menniti alla guida del Gabinetto del sindaco di Vibo Valentia. Con un decreto sindacale viene formalizzata la cessazione dell’incarico e, contestualmente, viene revocato il provvedimento con il quale, nel marzo 2025, il sindaco Enzo Romeo aveva disposto la sua nomina ai sensi dell’articolo 90 del Testo unico degli enti locali. Menniti era stato nominato con il decreto sindacale numero 3 del 27 marzo 2025, con inquadramento nell’Area dei Funzionari e dell’Elevata Qualificazione e con un contratto di lavoro subordinato a tempo pieno e determinato. Il rapporto era stato sottoscritto il 28 marzo 2025, con decorrenza dal primo aprile e scadenza collegata alla durata del mandato elettivo del sindaco.
La decisione di lasciare l’incarico è arrivata direttamente da Menniti. La nota con cui ha rassegnato le dimissioni volontarie è stata acquisita al protocollo generale dell’Ente il 10 agosto 2026, con il numero 46770. Quattro giorni dopo, il 14 agosto, il sindaco ha formalmente accettato le dimissioni, disponendone la decorrenza immediata.
Cessazione immediata dell’incarico
Il nuovo decreto prende quindi atto delle dimissioni e sancisce la cessazione del rapporto di lavoro a tempo determinato a decorrere dal 14 agosto. L’ultimo giorno di servizio di Menniti è stato individuato nel 13 agosto. Da quella data, viene precisato nel provvedimento, l’atto di nomina perde ogni efficacia. La procedura si completa con la revoca espressa, a decorrere dal 14 agosto, dello stesso decreto sindacale numero 3 del 27 marzo 2025 con cui era stato conferito l’incarico fiduciario.
Un incarico legato al mandato del sindaco
Il capo di gabinetto, figura prevista dall’articolo 90 del D.Lgs. 267/2000, opera sulla base di un rapporto fiduciario con il sindaco. Nel caso di Menniti, il contratto prevedeva espressamente una durata collegata al mandato elettivo del primo cittadino. Il Comune motiva il provvedimento anche con la necessità di procedere alla corretta cessazione del rapporto di lavoro e alla conseguente liquidazione delle competenze spettanti all’ex capo di gabinetto.
Il decreto richiama, oltre all’articolo 90 del Tuel, anche il vigente Contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto Funzioni Locali. La formalizzazione amministrativa mette dunque il punto sull’esperienza di Menniti a Palazzo Luigi Razza. Una conclusione che arriva dopo le dimissioni volontarie presentate dall’interessato e successivamente accettate dal sindaco Romeo.




