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Guardie mediche, allarme nei territori: mancano 35 medici. L’Asp apre agli incentivi per evitare nuovi tagli

Assemblea dei sindaci a Vibo Valentia: carenza strutturale di personale e rischio ridimensionamento nei centri più isolati. Presto una riunione operativa ristretta

Si è riunita l’assemblea dei sindaci dell’Asp di Vibo Valentia, con al centro una delle emergenze più sentite nei territori: il futuro delle guardie mediche, soprattutto nelle aree interne e più difficili da raggiungere. Un confronto ampio, partecipato, che ha riportato al tavolo criticità già note ma ancora senza una soluzione definitiva. Alla riunione, che si è tenuta nella sala consiliare di palazzo Luigi Razza, hanno preso parte il commissario dell’Asp, Vittorio Sestito, e il direttore sanitario Lazzaro, che hanno aperto i lavori prima degli interventi dei sindaci.

 “Servirebbero 160 medici, ne abbiamo 125”

Il nodo principale resta quello delle risorse umane. Per garantire il funzionamento delle circa 40 postazioni di continuità assistenziale in provincia servirebbero 160 medici, ma la disponibilità attuale si ferma a 125 unità. Un deficit di 35 professionisti che rende, nei fatti, impossibile mantenere l’attuale assetto del servizio senza correttivi. Da qui l’ipotesi, già ventilata, di una riorganizzazione che potrebbe tradursi in tagli o accorpamenti, soprattutto nei presidi più periferici. Uno scenario che ha incontrato la forte opposizione dei sindaci, preoccupati per le ricadute sui cittadini.

La proposta: incentivi economici per attrarre medici

Nel corso del dibattito è emersa con forza una proposta condivisa da amministratori locali, sindacati e medici delle guardie mediche: introdurre un sistema di incentivi economici per rendere più attrattive le sedi disagiate, sul modello già adottato in altre realtà come Catanzaro. Il commissario Sestito si è mostrato disponibile ad approfondire la misura, aprendo alla possibilità di aumentare compensi e indennità per coprire i turni scoperti. Una strada già intrapresa da altre Asp come quella di Catanzaro che potrebbe rappresentare una soluzione tampone, almeno nel breve periodo.

Tavolo ristretto e gruppo di lavoro

Sul piano operativo, è stata annunciata la convocazione, già nei prossimi giorni, di un tavolo ristretto in Asp con la partecipazione di un gruppo di lavoro composto anche da sindaci dei territori più colpiti. Tra i nomi indicati figurano i sindaci di Mongiana, San Nicola da Crissa e San Gregorio, con l’obiettivo di monitorare da vicino la situazione e individuare priorità e interventi. L’attenzione è già rivolta all’estate, periodo in cui le criticità tendono ad acuirsi per l’aumento della popolazione e la maggiore pressione sui servizi.

Il ruolo dei sindacati e il clima dell’incontro

I sindacati dei medici di continuità assistenziale hanno ribadito il loro sostegno alla linea degli incentivi, ritenuta più efficace rispetto ad altre ipotesi organizzative. Una posizione chiara, che punta a rendere sostenibile il sistema senza penalizzare i territori. Tra gli interventi, anche quello del consigliere regionale Vito Pitaro e per la prima volta dopo parecchi anni del parlamentare Giuseppe Mangialavori. Segno che l’aria all’Asp e cambiata. Speriamo solo in meglio. Mangialavori ha sottolineato l’importanza del dialogo avviato con la nuova gestione commissariale, esprimendo fiducia nell’approccio di Sestito. Un’apertura condivisa da altri amministratori, che hanno apprezzato la scelta di sospendere decisioni immediate per avviare un confronto diretto con i sindaci.

Il percorso resta complesso, ma il confronto di queste ore segna un punto di ripartenza: tra carenze strutturali e soluzioni da costruire, la partita delle guardie mediche a Vibo Valentia è tutt’altro che chiusa.

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