L’immagine del Boardwalk, il megayacht dell’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia Tilman Fertitta, ormeggiato nel porto di Vibo Marina, resterà probabilmente una delle fotografie simbolo dell’estate. Non soltanto per il prestigio dell’ospite, ma per ciò che la visita racconta del territorio.
Nel corso dell’incontro con le istituzioni, Fertitta ha ribadito un concetto chiaro: le Regioni rappresentano partner fondamentali e il rapporto con i territori è decisivo per costruire opportunità di sviluppo. Parole che la classe politica locale dovrebbe cogliere come uno stimolo, soprattutto guardando a Vibo Marina e al suo porto. Da anni, infatti, il dibattito sullo scalo si trascina tra progetti annunciati, occasioni mancate e interrogativi sul futuro. Eppure basta arrivare dal mare per comprendere quale patrimonio rappresenti questo tratto di costa. La posizione geografica, il porto naturale, la vicinanza alla Costa degli Dei e alle principali mete del turismo calabrese fanno di Vibo Marina un’infrastruttura con potenzialità ben superiori a quelle finora espresse.
La spinta dell’ambasciatore Fertitta
La visita dell’ambasciatore americano lo dimostra indirettamente. Un imprenditore abituato a frequentare i più importanti approdi internazionali ha scelto di fare tappa proprio qui, trovando un territorio che dal punto di vista paesaggistico non ha nulla da invidiare ad altre destinazioni del Mediterraneo. C’è però un’immagine che più di altre racconta il paradosso di Vibo Marina.
A fare da cornice al lussuoso yacht dell’ambasciatore non c’erano soltanto il mare e il panorama della Costa degli Dei. Sullo sfondo comparivano anche i grandi depositi costieri e le petroliere che ancora caratterizzano l’area portuale. Due realtà che convivono da decenni e che sintetizzano il bivio davanti al quale si trova Vibo Marina: continuare a mantenere una vocazione prevalentemente industriale oppure investire con decisione su quella turistica, valorizzando uno degli approdi più suggestivi della Calabria.
Una visita che rilancia il ruolo del territorio
Non è una questione di contrapposizione tra attività produttive e turismo, ma di programmazione. Perché un porto può svolgere più funzioni, purché esista una strategia chiara e condivisa. La visita di Fertitta offre dunque una riflessione che va oltre il protocollo istituzionale. Se uno sguardo esterno riesce a cogliere immediatamente il valore di Vibo Marina, forse è arrivato il momento che anche chi amministra questo territorio smetta di interrogarsi sul destino del porto e inizi finalmente a costruirne il futuro. Il potenziale c’è, così come il richiamo naturale di una costa che continua ad affascinare chi arriva dal mare. Ora serve una visione capace di trasformare quella bellezza in sviluppo.



