Un ponte invisibile fatto di panetti di cocaina e carichi di marijuana collegava stabilmente la provincia di Vibo Valentia con la Sicilia sud-orientale. È quanto emerso dall’indagine “Drug parking”, culminata oggi con l’esecuzione di 10 ordinanze di custodia cautelare da parte della Squadra Mobile di Ragusa.
La sponda vibonese e la logistica dei parcheggi
Il cuore dell’inchiesta, partita nel 2023, ha svelato come il territorio vibonese fosse la sorgente principale dello stupefacente. Il sistema di consegna era studiato per essere invisibile: la droga viaggiava tramite corrieri che utilizzavano le aree periferiche e i parcheggi degli esercizi commerciali come zone di scambio. Una tattica scelta appositamente per confondersi tra la folla e il traffico cittadino, eludendo così i controlli ordinari.
La figura del “Professore”
Al centro di questa complessa architettura criminale figurava un unico referente principale: “il professore”. Era lui a gestire i delicati rapporti con i fornitori calabresi, coordinando i tempi e i modi dell’approvvigionamento per l’area di Vittoria.
Il bilancio economico e i sequestri
L’operazione ha permesso di mettere le mani su un giro d’affari vertiginoso, stimato in circa 2 milioni di euro. Questa enorme liquidità serviva non solo ad arricchire i vertici, ma a garantire il “welfare” dell’organizzazione, coprendo le spese di mantenimento di tutti gli associati.
I riscontri oggettivi raccolti durante le indagini sono pesanti: 16 chilogrammi di cocaina sequestrati nel corso delle attività; arresto di diversi pusher sul territorio; documentazione delle rotte Calabria-Sicilia.


