Si chiude l’esperienza di Indipendenza a Vibo Valentia. Ad annunciarlo è stato il coordinatore provinciale Pino Scianò attraverso un messaggio che sancisce la confluenza dell’intera struttura territoriale nel movimento Futuro Nazionale, guidato dal generale Roberto Vannacci.
Una decisione maturata a livello nazionale e fortemente voluta dal segretario Gianni Alemanno, che trova piena attuazione anche nel territorio vibonese. Con il passaggio a Futuro Nazionale, di fatto, la destra sociale vibonese, storicamente capeggiata dall’ex senatore Francesco Bevilacqua, aderirà compatta al progetto politico di Vannacci, aprendo una nuova fase organizzativa e politica.
Il passaggio di consegne
“Passiamo il testimone del nostro impegno e della nostra coerenza a Futuro Nazionale con Roberto Vannacci”, scrive in un post su fb Scianò, sottolineando come la scelta sia stata condivisa da tutta la classe dirigente locale del movimento. “Una scelta voluta dal segretario Gianni Alemanno e che è stata seguita da tutti noi, nessuno escluso”. L’eredità lasciata da Indipendenza nel Vibonese è rappresentata da un consenso elettorale che alle ultime comunali ha sfiorato il 3 per cento, da 123 iscritti e da una rete composta da nove circoli territoriali.
La nuova sfida con Futuro Nazionale
L’obiettivo dichiarato è ora quello di rafforzare la presenza del nuovo soggetto politico sul territorio. “Rafforzeremo con la nostra confluenza il nuovo partito nel quale tutti crediamo, nutrendo piena fiducia nel nostro presidente generale Vannacci”, afferma Scianò, che rivolge un ringraziamento anche a Gianni Alemanno per il sostegno assicurato al movimento negli anni.
“Contiamo di raddoppiare gli iscritti e di rafforzare ulteriormente il nostro impegno”, aggiunge il coordinatore provinciale, salutando l’esperienza di Indipendenza e dando il benvenuto alla nuova avventura politica. Un passaggio che segna la fine di una stagione e l’avvio di un nuovo percorso per l’area della destra sociale vibonese, pronta a schierarsi sotto le insegne di Futuro Nazionale e della leadership di Roberto Vannacci.



