La crisi dell’acqua divide i cittadini: condotta manomessa a Vena. Don Piro: non si può togliere al prossimo ciò che è di tutti

La crisi dell’acqua apre una pericolosa guerra tra cittadini. A Vena Media arriva anche il sindaco Enzo Romeo. Indagini dei carabinieri. Dal pulpito della chiesa il richiamo del parroco al senso civico e al rispetto degli altri

Non ci sono soltanto i tecnici del Comune di Vibo Valentia e l’intero ufficio manutenzione impegnati, ormai da settimane, nel tentativo di contenere un’emergenza idrica figlia di problemi antichi, stratificati nel tempo tra carenze infrastrutturali, assenza di interventi strutturali e reti ormai logore. A rendere ancora più drammatica la situazione è il comportamento di chi, nel tentativo di assicurarsi qualche litro d’acqua in più, sceglie scorciatoie illegittime a danno degli altri cittadini. Quanto accaduto questa mattina a Vena Media fotografa con estrema chiarezza il livello di tensione raggiunto.

La saracinesca manomessa

Durante alcuni controlli sulla rete, gli addetti alla manutenzione si sono accorti che una saracinesca della condotta idrica era stata manomessa. L’obiettivo, secondo quanto emerso nelle prime verifiche, sarebbe stato quello di deviare il flusso dell’acqua per favorire determinate aree del centro abitato, privandone altre. Un episodio grave, che ha fatto immediatamente scattare l’allarme. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri della Stazione di Vibo Valentia, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire quanto accaduto e individuare eventuali responsabilità.

L’appello dal pulpito

La vicenda è arrivata fino alla chiesa del paese. Nel corso del suo messaggio domenicale ai fedeli, il parroco di Vena, don Piro, ha richiamato tutti al senso di responsabilità e al rispetto del prossimo. Un invito alla coscienza collettiva in un momento in cui la disperazione rischia di trasformarsi in egoismo. Chi decide di alterare il normale funzionamento della rete idrica, infatti, non risolve il problema: semplicemente lo trasferisce sul vicino di casa, lasciando altri senza un bene essenziale.

L’acqua, ha ricordato il sacerdote, è un patrimonio di tutti e richiede comportamenti improntati al rispetto delle regole e della comunità.

Segnalazioni anche da Piscopio

Situazioni analoghe, secondo quanto trapela, si starebbero verificando anche a Piscopio. Sotto osservazione ci sarebbero utilizzi impropri dell’acqua potabile, destinata persino all’irrigazione di orti privati, con il rischio di compromettere ulteriormente la distribuzione alle famiglie. Di fronte a comportamenti di prepotenza e abuso, il Comune e l’ufficio acquedotti sarebbero pronti ad adottare provvedimenti rigorosi per riportare il rispetto delle regole e tutelare il diritto di tutti ad accedere all’acqua.

Una crisi che chiama tutti alla responsabilità

L’emergenza idrica che sta mettendo in ginocchio il centro storico di Vibo e ora anche le periferie non può essere affrontata soltanto con riparazioni, turnazioni e interventi tampone. Richiede senso civico, collaborazione e il rispetto di norme che valgono per tutti. Stamane a dare sostegno al Comune sono scesi in campo anche Prefettura, Vigili del fuoco con una propria autobotte e carabinieri a garanzia del rispetto delle regole. A Vena per rendersi conto di persona anche il sindaco Enzo Romeo. Perché quando l’acqua diventa motivo di scontro tra cittadini, il rischio più grande è che alla scarsità della risorsa si aggiunga la perdita del senso di comunità.

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