Il Campus di Arcavacata torna a vivere. Questa mattina l’Aula Magna dell’Università della Calabria si è riempita di volti nuovi, valigie ancora da disfare e quell’energia particolare che solo l’inizio di un percorso universitario sa portare con sé. Centinaia di ragazze e ragazzi, provenienti da ogni angolo della regione e non solo, hanno varcato per la prima volta i cancelli dell’Ateneo, pronti a scrivere il primo capitolo della propria vita da studenti.
Mettersi in gioco
La giornata di accoglienza si è aperta con il saluto ai partecipanti ai pre-corsi, introdotti dal prorettore per la Didattica e l’Orientamento, Stefano Curcio, che ha incoraggiato gli studenti a mettersi in gioco fin da subito e a non aspettare l’avvio ufficiale delle lezioni per iniziare a respirare l’atmosfera universitaria. Le settimane di pre-corso, del resto, rappresentano proprio questo: un’occasione per colmare eventuali lacune, prendere confidenza con i ritmi dello studio accademico e, soprattutto, cominciare a conoscere compagni di corso e docenti in un clima meno formale rispetto a quello delle aule vere e proprie.
I 900 iscritti al Semestre Aperto di Medicina e Chirurgia
Subito dopo è stata la volta di un momento particolarmente atteso: il benvenuto ai 900 iscritti al Semestre Aperto di Medicina e Chirurgia a numero programmato nazionale. Un numero considerevole, che testimonia quanto questa formula – pensata per orientare gli studenti prima della prova di ammissione vera e propria – stia riscuotendo interesse crescente. Nel corso dell’incontro i ragazzi hanno avuto modo di scoprire da vicino i servizi messi a disposizione dall’Ateneo, l’organizzazione dei corsi e le figure dei tutor che li affiancheranno passo dopo passo, in un percorso che per molti di loro rappresenta il primo, vero avvicinamento al mondo della medicina.
A chiudere la mattinata è stato il rettore Gianluigi Greco, visibilmente soddisfatto per la partecipazione registrata. Nel suo intervento ha parlato di un’adesione altissima, segno tangibile della fiducia che studenti e famiglie continuano a riporre in un’offerta formativa che l’Ateneo definisce sempre più innovativa e al passo con le esigenze del territorio. Ma, al di là dei numeri, ciò che ha colpito il rettore è stato soprattutto il clima respirato tra i corridoi e le aule: un Campus vivo, animato da facce nuove e sguardi rivolti al futuro.




