Dopo anni segnati da acqua torbida, schiuma galleggiante, polemiche sulla depurazione, promesse, task force e annunci politici rimasti spesso senza risultati concreti, il mare di Pizzo torna finalmente a mostrarsi nel suo volto migliore. Da oltre venti giorni il litorale si presenta limpido, azzurro e cristallino, restituendo ai bagnanti uno degli scenari più suggestivi della costa calabrese. Una svolta che molti accolgono con entusiasmo ma anche con inevitabili dubbi e una certa diffidenza. La domanda che in tanti si pongono è semplice: cosa è cambiato davvero? Sono finalmente entrati in funzione interventi efficaci sulla depurazione oppure si tratta di un fenomeno destinato a durare solo per questa stagione?
A offrire una lettura tecnica è Pino Paolillo, ambientalista e tra i maggiori conoscitori dell’ecosistema marino calabrese, che invita a evitare conclusioni affrettate.
Un ciclo naturale più che un cambio nella depurazione
Secondo Paolillo le condizioni del mare sono molto simili a quelle registrate un anno fa: temperatura dell’acqua vicina ai 28 gradi, mare calmo e clima favorevole allo sviluppo delle microalghe. La differenza, spiega, potrebbe risiedere semplicemente nel ciclo vitale di questi organismi. “Le fioriture algali sono organismi viventi. Nascono, si riproducono e poi muoiono. È probabile che la fase più intensa si sia ormai esaurita. Non significa che il fenomeno sia scomparso…”.
Per l’esperto restano infatti presenti tutti gli elementi che favoriscono il cosiddetto bloom algale: temperature elevate, mare poco mosso e nutrienti come nitrati e fosfati, alimentati dagli scarichi non completamente depurati e dal dilavamento dei terreni agricoli.
Il ruolo determinante della siccità
Tra le ipotesi avanzate da Paolillo c’è anche quella legata all’andamento meteorologico. Da mesi la Calabria è interessata da una marcata assenza di piogge. Una condizione che potrebbe avere ridotto l’apporto di nutrienti trasportati dai corsi d’acqua verso il mare. “Quando piove – spiega – il fango trascina con sé nitrati e fosfati provenienti dai terreni coltivati. Se piove meno, arriva meno materiale che alimenta la proliferazione delle microalghe”. Una spiegazione che, sottolinea lo stesso ambientalista, resta comunque un’ipotesi scientifica e dovrà essere verificata attraverso i dati sulle concentrazioni di nitrati e fosfati raccolti da Arpacal.
Paolillo: non credo ai miracoli
È proprio su questo punto che Paolillo assume la posizione più netta. Alla domanda se il mare pulito sia il risultato di un deciso cambio di passo nella depurazione, la risposta è prudente. “Ai miracoli non credo. Non penso che improvvisamente sia cambiato tutto. Il depuratore del consorzio dell’Angitola è ancora in una situazione che tutti conoscono e non mi risulta una rivoluzione tale da giustificare, da sola, questo cambiamento”. L’ambientalista non esclude che qualche miglioramento possa esserci stato nel controllo degli scarichi, ma ritiene difficile attribuire esclusivamente a questo la limpidezza del mare. “Qualcosa può essere stato fatto, ma non credo che basti a spiegare ciò che stiamo vedendo”.
Un fenomeno che potrebbe ripresentarsi
Paolillo richiama anche un altro aspetto poco conosciuto. Le microalghe, infatti, possono produrre forme di resistenza che si depositano sul fondale e che, in presenza delle condizioni favorevoli, possono dare origine a nuove fioriture negli anni successivi. Per questo invita a non considerare chiusa la vicenda: “Aspettiamo la fine della stagione prima di trarre conclusioni. Solo allora sarà possibile fare un bilancio serio”.
Godiamoci questo mare, ma senza abbassare la guardia
Nonostante lo scetticismo sulle cause del miglioramento, Paolillo non nasconde la soddisfazione nel vedere il mare di Pizzo finalmente limpido. “Quando vedo famiglie e turisti nuotare in un mare pulito provo una grande gioia. È la soddisfazione più bella per chi ama questo territorio”.
Ma il messaggio finale resta improntato alla cautela. Il ritorno dell’acqua cristallina rappresenta certamente una buona notizia per residenti e operatori turistici, ma non può trasformarsi automaticamente nella prova che il problema della qualità del mare sia definitivamente alle spalle. Per capirlo serviranno monitoraggi, dati scientifici e soprattutto verifiche sulla reale efficacia del sistema di depurazione. Fino ad allora, il mare di Pizzo torna a regalare la sua immagine più bella. E, dopo tante estati segnate da polemiche e delusioni, è già una notizia.





