Sulla vicenda Meridionale Petroli, mentre restano dubbi e interpretazioni sul contenuto effettivo del provvedimento dell’Autorità portuale, dalla maggioranza arriva un messaggio politico chiarissimo. A scandirlo, con toni forti e simbolici, è l’assessore Francesco Colelli, che in un post pubblicato su Facebook parla apertamente di una “vittoria mitica: Davide contro Golia”.
Colelli affida ai social la propria esultanza dopo la decisione del Comitato di gestione dell’Autorità di sistema portuale, che ha approvato l’atto di sottomissione e di anticipata occupazione quadriennale per Meridionale Petroli, legandolo al percorso di verifica sulla delocalizzazione dei depositi costieri.
Nel suo post, l’assessore descrive la giornata come una di quelle “che ti riempiono di orgoglio” e rivendica una battaglia che, scrive, porta con sé una convinzione coltivata “sin da bambino”: quella di un futuro per Vibo Marina e per Vibo legato al trasferimento dei depositi costieri e alla transizione turistica dell’area.
L’attacco ai “poteri forti”
Il passaggio più politico del messaggio è quello in cui Colelli attribuisce il risultato alla giunta e al sindaco Enzo Romeo, parlando di una “lezione di alta politica” impartita a chi, a suo dire, “insinuava, millantava” e “avvelenava i pozzi”.
Non solo. L’assessore insiste sul valore simbolico dello scontro tra istituzioni e interessi consolidati, sostenendo che “quando la politica si schiera contro i poteri forti, i colossi dell’economia e del petrolio, anteponendo il bene comune all’interesse di pochi, non puoi che essere soddisfatto”. Da qui la chiusura ad effetto: “Perché Davide ha vinto”.
L’entusiasmo della maggioranza, i dubbi ancora aperti
Il post di Colelli conferma la volontà della maggioranza di accreditare la giornata come una svolta storica per Vibo Marina e come un passaggio destinato ad aprire una nuova fase per il porto e per l’intera fascia costiera.
Ma proprio mentre la giunta rivendica la vittoria, il nodo politico resta aperto: il testo dell’Autorità portuale, infatti, parla di un titolo temporaneo e di una verifica sull’“effettiva attuazione” della delocalizzazione, rimandando ogni passaggio successivo a un nuovo esame del Comitato di gestione.
Ed è su questa distanza tra entusiasmo politico e prudenza amministrativa che, inevitabilmente, continuerà a giocarsi la partita.


