Meridionale Petroli, troppi incontri e ancora nessun passo concreto verso la delocalizzazione

Telefonate, riunioni, protocolli e ringraziamenti non bastano: dopo mesi il territorio aspetta atti, finanziamenti e una data certa per lo spostamento dei depositi

La questione Meridionale Petroli è tornata in aula. E con essa torna una domanda che il territorio attende da mesi: a che punto è davvero la delocalizzazione dei depositi costieri di Vibo Marina? La risposta arrivata in Question Time dal sindaco Enzo Romeo è un lungo elenco di incontri, interlocuzioni istituzionali, telefonate e una bozza di protocollo d’intesa. Molto movimento, tante parole dunque ma ancora nessun passaggio decisivo sul terreno dei fatti.

Da giugno a settembre, la macchina delle interlocuzioni

A riaccendere il faro sulla vicenda è stata la consigliera di Forza Italia Carmen Corrado, che ha chiesto conto delle interlocuzioni con il ministero, dello studio di fattibilità promesso, delle risorse necessarie e degli atti formalmente sottoscritti con Meridionale Petroli. Romeo ha ricordato tre incontri ufficiali. Il primo, a giugno, con l’Autorità di sistema portuale e la presenza del presidente di Meridionale Petroli. Poi un secondo confronto con l’Autorità portuale e la Regione e, infine, la riunione del 28 settembre con gli organismi regionali. A questi si aggiungerà una telefonata annunciata con il rappresentante dell’Arsai.

Il risultato, per ora, è una bozza di protocollo nella quale Comune, Regione e Autorità portuale dovrebbero assumere impegni distinti: il Comune sulla messa in sicurezza dell’area, l’Arsai sulle procedure di propria competenza e l’Autorità di sistema portuale, con il coinvolgimento del ministero, sulla realizzazione di uno studio di fattibilità. È qui che la vicenda torna al punto di partenza.

Il protocollo non è la delocalizzazione

Perché un protocollo può essere uno strumento amministrativo necessario, come ha spiegato il sindaco. Ma non è ancora la delocalizzazione. Non è uno stanziamento. Non è uno studio di fattibilità completato. Non è un progetto. E soprattutto non è la certezza che il trasferimento dei depositi possa concretamente partire. Corrado lo ha detto senza giri di parole: “Ad oggi vedo solo protocolli e incontri”. E ha evocato, con evidente ironia, caffè e biscottini per descrivere una sequenza di riunioni che, a suo giudizio, non ha ancora prodotto atti concreti.

Il sindaco ha rivendicato il lavoro svolto e respinto l’idea che la pratica sia stata messa in letargo. Ma la sua stessa ricostruzione fotografa una situazione nella quale il passaggio decisivo deve ancora arrivare: ottenere l’impegno delle diverse amministrazioni, definire lo studio di fattibilità, individuare le risorse e arrivare a una determinazione concreta di Meridionale Petroli sulla delocalizzazione.

Il Comune e il rischio di una trattativa senza fine

Ed è proprio qui che si misura la distanza tra la dimensione istituzionale della questione e il suo racconto pubblico. Non si sta discutendo di un’opera qualunque. Si parla dei depositi costieri di Vibo Marina, di un’area portuale strategica e di un impianto industriale inserito in un contesto urbano nel quale convivono abitazioni, attività commerciali, strutture ricettive e servizi.

Per questo il tema non può ridursi alla cronaca delle interlocuzioni: chi telefona a chi, chi convoca una riunione, chi ringrazia l’Autorità portuale, chi annuncia il prossimo incontro. Il territorio ha bisogno di sapere quali siano gli atti, quali siano le scadenze, chi metta le risorse e quale sia il percorso amministrativo che porta dal deposito attuale alla nuova localizzazione.

La politica non può accontentarsi degli annunci

C’è poi una questione politica e istituzionale ancora più grande. Il Comune non può presentarsi come semplice interlocutore di una partita nella quale dovrebbe invece esercitare, per quanto di sua competenza, una funzione di indirizzo e tutela dell’interesse pubblico.

L’Autorità portuale, la Regione, il ministero e gli altri enti coinvolti hanno ruoli e responsabilità differenti mentre Meridionale Petroli è un soggetto privato. Il Comune rappresenta la comunità e deve pretendere che il problema venga affrontato in questa prospettiva. Non è quindi una questione di essere più o meno gentili con qualcuno, né di disturbare troppo i tavoli istituzionali. È una questione di tempi, responsabilità e risultati. Il sindaco dice che il protocollo è il primo step necessario. La consigliera Corrado replica che senza ministero e finanziamenti quello stesso protocollo rischia di rimanere un esercizio interlocutorio. La distanza tra le due posizioni è tutta qui. Dopo mesi di incontri, il territorio non chiede un altro appuntamento in agenda chiede solo di vedere il primo atto concreto.

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