Ore 11.30 circa, Nicotera Marina. Una signora viene colta da un malore mentre sta accedendo alla spiaggia. Una situazione che, soprattutto in piena estate e in una località balneare affollata, può trasformarsi rapidamente in un’emergenza seria.
Sul posto arriva un’ambulanza del 118. Ma, a quanto viene riferito, questa volta non c’è soltanto l’assenza del medico: a bordo non ci sarebbe neppure l’infermiere. Una situazione che lascia inevitabilmente aperta una domanda: quanto può essere davvero efficace un soccorso sanitario quando mancano le figure professionali necessarie per affrontare un’emergenza?
La corsa contro il tempo
La gravità delle condizioni della paziente induce ad allertare immediatamente l’elisoccorso. L’elicottero atterra in un’area a ridosso della spiaggia, mentre la donna viene stabilizzata e successivamente trasferita all’ospedale Pugliese di Catanzaro. Questa volta, per fortuna, la macchina dei soccorsi è riuscita a rimettersi in moto. Ma non si può affidare la sicurezza delle persone alla fortuna, alla rapidità dell’elisoccorso o alla disponibilità occasionale di un mezzo avanzato.
La vita non è un gioco
Quella di Nicotera Marina rischia di diventare l’ennesima storia di ordinaria follia sanitaria. O forse di avventura. O, peggio ancora, di incoscienza. Perché in Calabria continuiamo a parlare di emergenza-urgenza, di organizzazione, di reti e di modelli. Poi, quando arriva il momento in cui qualcuno ha davvero bisogno di soccorso, ci si può ritrovare davanti a un’ambulanza senza medico e, oggi, persino senza infermiere. E allora: quanto ancora dobbiamo essere fortunati? Perché la vita, è bene ricordarlo, non è un gioco. E un servizio di emergenza non può essere affidato alla buona sorte.




