Un nuovo, inquietante episodio scuote il Comune di Vibo Valentia e alimenta un clima che, ormai da mesi, appare sempre più pesante e preoccupante. Nella mattinata di oggi, all’interno dei servizi igienici del Settore Servizi Sociali, al primo piano di Palazzo Luigi Razza, è stato rinvenuto un proiettile. La scoperta è stata fatta da alcuni dipendenti comunali, che hanno immediatamente dato l’allarme. Sul posto sono intervenuti dapprima gli agenti della Polizia municipale per i primi accertamenti, seguiti poco dopo dai Carabinieri, ai quali sono state affidate le indagini per ricostruire l’accaduto e individuare eventuali responsabilità.
Il proiettile è stato trovato senza alcun biglietto o messaggio che potesse fornire elementi utili a identificarne il destinatario o il significato. Un dettaglio che rende ancora più complessa la lettura dell’episodio ma che, inevitabilmente, riporta alla mente la lunga sequenza di fatti intimidatori che hanno colpito Palazzo Luigi Razza negli ultimi mesi.
Una lunga scia di violenza e intimidazioni
Se preso singolarmente, il ritrovamento potrebbe prestarsi a diverse interpretazioni. Ma inserito nel contesto degli ultimi mesi assume inevitabilmente un peso diverso. L’amministrazione comunale è infatti reduce da una serie impressionante di episodi criminali. Solo qualche mese fa il dirigente del Settore Urbanistica, Andrea Nocita, è stato vittima di una brutale aggressione. A distanza di pochi giorni, la sua automobile è stata incendiata, in un’escalation che ha destato forte allarme.
Prima ancora, colpi di arma da fuoco erano stati esplosi contro l’automobile e l’abitazione del presidente del Consiglio comunale, Antonio Iannello. La dirigente del Settore Affari Finanziari, Claudia Santoro, aveva invece trovato la propria vettura distrutta dalle fiamme.
Non meno grave quanto accaduto al marito della capogruppo del Partito Democratico, Laura Pugliese, aggredito a bastonate, mentre un’altra inquietante intimidazione aveva colpito l’assessore al Personale, Marco Talarico, destinatario di una lettera minatoria lasciata sotto la porta del suo ufficio.
Un clima che impone risposte
Sarà l’attività investigativa dei Carabinieri a chiarire se il proiettile ritrovato nei bagni del Settore Servizi Sociali rappresenti effettivamente l’ennesimo atto intimidatorio oppure se dietro quel gesto si nasconda una diversa spiegazione. Al momento ogni ipotesi resta aperta. Resta però un dato difficilmente contestabile: Palazzo Luigi Razza continua a essere attraversato da una preoccupante sequenza di episodi che stanno alimentando paura e tensione tra amministratori, dirigenti e dipendenti comunali.
Quando un proiettile compare all’interno della casa comunale, dopo mesi segnati da aggressioni, incendi dolosi, colpi d’arma da fuoco e minacce, non può essere liquidato come un fatto qualsiasi. È un segnale che pesa, che inquieta e che impone una risposta ferma affinché venga fatta piena luce su una spirale che rischia di compromettere la serenità delle istituzioni e di chi, ogni giorno, lavora al servizio della città.



