La Procura di Paola arriva davanti al Consiglio superiore della magistratura attraversata da una crisi che investe direttamente il suo vertice. Il procuratore Domenico Fiordalisi, insediatosi nel marzo 2025, è al centro di una procedura che mette in discussione metodi di gestione, rapporti interni e coordinamento investigativo. La seduta del Plenum, prevista per domani, riporta al centro una vicenda che ha assunto dimensioni ben più ampie di un semplice conflitto tra magistrati.
Le contestazioni del procuratore generale
A innescare il procedimento è stata la relazione del procuratore generale di Catanzaro, Giuseppe Lucantonio, del 30 ottobre 2025. Nel documento vengono segnalate presunte anomalie nella conduzione di alcune indagini, tensioni con i sostituti e difficoltà nei rapporti con la Direzione distrettuale antimafia e la polizia giudiziaria. Tra gli episodi contestati, la trasmissione tardiva alla Dda di un procedimento per usura ed estorsione e il mancato coordinamento preventivo in un’operazione affidata al Gico della Guardia di finanza. Al centro delle criticità anche la riapertura del caso Losardo, con l’installazione di apparati ambientali all’interno della Procura, rimasti – secondo gli accertamenti – sempre spenti.
La frattura con i sostituti
Il punto più delicato riguarda i rapporti interni. I quattro sostituti avrebbero smentito la partecipazione a una riunione del 1° settembre 2025, indicata invece in un verbale allegato al progetto organizzativo della Procura. Da quella contestazione sono scaturiti un procedimento penale a Salerno per falsità ideologica e una procedura per incompatibilità ambientale. La relazione di Lucantonio segnala inoltre esternazioni pubbliche del procuratore senza il preventivo confronto con i magistrati titolari dei fascicoli e tensioni con alcuni appartenenti alle forze dell’ordine.
Fiordalisi respinge le accuse
Nell’audizione del 5 maggio 2026 davanti alla Prima commissione del Csm, Fiordalisi ha contestato la ricostruzione dei suoi colleghi, rivendicando un netto miglioramento dell’attività giudiziaria. Il procuratore ha riferito di avere recuperato centinaia di sentenze rimaste ineseguite e di aver azzerato un arretrato storico, portando in esecuzione 526 provvedimenti. Ha inoltre sostenuto che la produttività dell’ufficio sarebbe aumentata di un terzo, in alcuni settori persino della metà.
La proposta di archiviazione
Come ricostruito da LaC News24, tre consiglieri della Prima commissione – Bernadette Nicotra, Roberto Romboli e Isabella Bertolini – hanno sostenuto la proposta di archiviazione, richiamando i risultati conseguiti dalla Procura e gli accertamenti sulle apparecchiature installate nell’ambito del caso Losardo. Il confronto, dunque, non riguarda soltanto le contestazioni disciplinari e organizzative. Sul tavolo ci sono due letture radicalmente differenti della stessa esperienza: da una parte le denunce di una gestione problematica, dall’altra la rivendicazione di un ufficio più produttivo e di un arretrato finalmente smaltito.
Domani il Csm dovrà misurarsi con questa contraddizione. E stabilire se le criticità denunciate siano incompatibili con la permanenza di Fiordalisi alla guida della Procura oppure se i risultati raggiunti e gli accertamenti disponibili consentano di chiudere la vicenda.



