Pasquale Restuccia, ci lascia un altro protagonista della cultura e dell’arte. Rombiolo in lutto

Stroncato da un male incurabile ha vissuto per molti anni a Roma ma da un pò di tempo era rientrato nel suo paese di origine

Rombiolo perde un altro artista. Dopo Nino Forestieri, si è spento Pasquale Restuccia nella sua casa materna a Rombiolo dove era nato nel 1956. Da circa 3 anni da Roma si era trasferito nel suo paese natale combattendo contro un tumore che non gli ha lasciato scampo, curato amorevolmente dalla famiglia del fratello Pino (detto u Tito).

Ha vissuto tanti anni nella capitale dove svolgeva la sua attività di pittore e di docente in un liceo artistico. I funerali si sono svolti nel pomeriggio di sabato 25, nella chiesa del Rosario a Rombiolo.
Di lui Nicola Rombolà, presidente di Italia Nostra ha detto: <Lascia in eredità oltre al dolore dei familiari e dei tanti amici, per una scomparsa inaspettata, un patrimonio di valori artistici, culturali ed etici che va riscoperto. Rombiolo, la sua infanzia e adolescenza, le sue lotte politiche, hanno contrassegnato la sua esperienza artistica e la visione della vita. Cresciuto negli anni della contestazione nel periodo più intenso sotto il profilo politico, sociale e culturale, per quella che è passata alla storia come generazione del ’68, ma anche sotto il profilo della crescita e della maturazione intellettuale>.

Ha vissuto tanti anni nella capitale dove svolgeva la sua attività di pittore e di docente in un liceo artistico. I funerali si sono svolti nel pomeriggio di sabato 25, nella chiesa del Rosario a Rombiolo.
Di lui Nicola Rombolà, presidente di Italia Nostra ha detto: <Lascia in eredità oltre al dolore dei familiari e dei tanti amici, per una scomparsa inaspettata, un patrimonio di valori artistici, culturali ed etici che va riscoperto. Rombiolo, la sua infanzia e adolescenza, le sue lotte politiche, hanno contrassegnato la sua esperienza artistica e la visione della vita. Cresciuto negli anni della contestazione nel periodo più intenso sotto il profilo politico, sociale e culturale, per quella che è passata alla storia come generazione del ’68, ma anche sotto il profilo della crescita e della maturazione intellettuale>.

<Pasquale Restuccia ha coltivato fin da giovane la passione per la pittura. Dopo essersi diplomato in Pittura all’Accademia delle Belle Arti di Catanzaro nel 1977, che lo ha portato poi ad insegnare in un liceo artistico a Roma dove si era trasferito nello stesso anno per seguire il corso di laurea in Filosofia all’Università La Sapienza, nella capitale è maturato artisticamente e ha realizzato numerose mostre personali e collettive e molti critici si sono occupati della sua arte>.
Rombolà poi aggiunge: <Personalmente ho avuto la fortuna di incontrare Pasquale Restuccia in diverse occasioni e abbiamo affrontato diverse questioni sia di carattere artistico, estetico, filosofiche, ma anche temi sociali e in genere antropologico-culturali che mi hanno permesso di apprezzare la sua vasta cultura e come la sua visione del mondo fosse impregnata dei suoi studi di carattere filosofici ed estetici. L’impronta della sua formazione culturale e della sua personalità coniugava la memoria, i valori tradizionali, le questioni sociali e politiche alla luce degli eventi contemporanei, che analizzava con spiccata osservazione critica. Ma fondamentalmente è rimasto legato ad un mondo autentico, originario, fatto di semplicità e di affetti familiari che respirava ogni volta ritornava a Rombiolo>.

Al centro della Sala consiliare del municipio di Rombiolo campeggia un grande dipinto che racconta la storia di Rombiolo, Gesti della Memoria, 3,40 per 2,60) realizzato nel 2008. Significativa inoltre la sua sensibilità per il paesaggio, la natura e i beni culturali nelle diverse forme e linguaggi. Nonostante la sofferenza per la malattia ha affrontato questo suo calvario con quella saggezza e forza morale tipica degli stoici. <Rombiolo e il Vibonese conclude il presidente di Italia Nostra – perdono un protagonista dell’arte e della cultura che ha saputo interpretare e leggere il contesto storico-sociale nel tempo con una visione sempre profonda e attenta ai mutamenti>.

  
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