L’approvazione del Piano comunale di spiaggia è una buona notizia. Dopo un iter avviato nel 2011, il Consiglio comunale di Vibo Valentia ha finalmente dato il via libera allo strumento che disciplina l’utilizzo del litorale che lega Portosalvo a Bivona e Bivona a Vibo Marina e che costituisce la base per il rilascio delle concessioni demaniali e per la programmazione delle attività balneari.
Quindici anni per arrivare a questo traguardo sono però un tempo difficilmente conciliabile con le esigenze di un territorio che punta sul turismo. Più che un motivo di esultanza, è la dimostrazione di quanto sia stato lento il percorso amministrativo e debole la politica.
Un piano condiviso da maggioranza e opposizione
L’approvazione era largamente prevista. Il Piano spiaggia nasce durante l’amministrazione di centrodestra ed è stato portato a conclusione dall’attuale amministrazione di centrosinistra, che ne ha confermato l’impianto. In aula era presente anche l’ex assessore comunale all’Urbanistica Pasquale Scalamogna, una leva della precedente amministrazione guidata da Maria Limardo; mentre l’ex consigliere regionale Antonio Lo Schiavo ha ricordato il lavoro svolto negli anni per seguire l’iter negli uffici della Regione Calabria.
Il voto unanime fotografa una circostanza rara: su questo strumento non esistono divisioni politiche.
Un piano indispensabile che non cambia il volto della costa
Nessuno mette in discussione l’utilità del Piano spiaggia. Teoricamente senza questo strumento sarebbe impossibile programmare nuovi investimenti e disciplinare l’utilizzo del demanio marittimo. Il problema è un altro. Attorno a questo provvedimento si sta costruendo l’idea di una svolta per il turismo. Ma sembra quasi voler credere in qualcosa che non può produrre nulla.
Lo stesso documento prevede che circa l’80 per cento delle spiagge resti libero. È una scelta pienamente legittima, ma comporta una conseguenza evidente: gran parte del litorale continuerà a non disporre di servizi balneari, mentre le nuove concessioni saranno limitate a poche aree. Stando così le cose le spiagge di Portosalvo, Bivona e Vibo Marina saranno libere come prevede il piano ma nello stesso tempo deserte come questi giorni di fine luglio.
Se l’obiettivo è rendere Vibo Marina più competitiva dal punto di vista turistico, il tema non è soltanto quanti tratti di spiaggia resteranno liberi, ma quali servizi saranno concretamente realizzati e in quali tempi.
Le questioni che il piano non risolve
Il Piano spiaggia disciplina l’utilizzo del litorale, ma non interviene sulle criticità che da anni incidono sull’immagine e sull’attrattività della costa. Restano aperti i temi della riqualificazione delle aree degradate, del decoro urbano, dell’abusivismo e della riqualificazione del Pennello. Sono questioni che si trascinano da decenni anni e che nessuna amministrazione, finora, è riuscita a risolvere.
A queste si aggiunge la situazione di Via Amerigo Vespucci. La spiaggia più frequentata di Vibo Marina continua a essere condizionata dalle decisioni dell’Autorità di Sistema Portuale. La vicenda del Piano di emergenza esterna e delle limitazioni previste nell’area ha dimostrato quanto debole sia stato, finora, il margine di manovra del Comune. Su questo fronte l’amministrazione non è riuscita a modificare un quadro che continua a incidere sulla fruibilità della zona.
Resta inoltre irrisolta la questione legata alla presenza di Meridionale Petroli. I condizionamenti connessi all’impianto continuano a rappresentare uno degli elementi che incidono sulle prospettive di sviluppo turistico di Vibo Marina e, anche dopo l’approvazione del Piano spiaggia, non trovano una risposta.
Il punto di partenza, non il punto di arrivo
L’approvazione del Piano spiaggia era necessaria e arriva con molti anni di ritardo. Era un passaggio che la città attendeva e che oggi viene presentato come un grande traguardo ma non lo è perché se le cifre sono quelle citate in aula la svolta, la grande pianificazione che molti immaginavano non si vede. Senza nuovi servizi, senza la riqualificazione delle aree più degradate, senza una soluzione per via Vespucci e senza affrontare i condizionamenti che ancora pesano su Vibo Marina, a cominciare dal degrado del Pennello, il rischio è che il turismo continui a girare alla larga da Vibo Marina per puntare dritto su Tropea o altre località della Costa degli Dei.



