Pollice scrive a Occhiuto: il teatro calabrese rischia il collasso senza i bandi pluriennali

Il direttore artistico di AMA Calabria chiede un intervento urgente al presidente della Regione. Nel mirino lo stallo burocratico e l'addio ai finanziamenti triennali che mette a rischio anche i fondi statali

Il direttore artistico dell’associazione AMA Calabria, Francescantonio Pollice, ha indirizzato una lettera aperta al Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, per denunciare il grave stato di incertezza in cui versa il sistema teatrale regionale. Secondo il portavoce dell’associazione, l’attuale fase di stallo burocratico rischia di cancellare una straordinaria stagione di crescita culturale che, negli ultimi anni, ha trasformato la Calabria da realtà marginale a vero e proprio laboratorio di avanguardia e innovazione sociale nel panorama italiano dello spettacolo dal vivo.

Pollice definisce la situazione attuale come un “fragoroso silenzio” da parte delle istituzioni regionali, avvertendo che l’assenza di provvedimenti concreti rappresenta una minaccia imminente per il lavoro svolto dalle compagnie di produzione e dagli operatori della distribuzione. I dati SIAE degli ultimi tempi avevano certificato un balzo in avanti storico per l’offerta culturale calabrese, capace di competere con i grandi circuiti nazionali e di riempire stabilmente i teatri di centri strategici come Lamezia Terme, Catanzaro, Vibo Valentia e Chiaravalle Centrale, portando ricadute positive anche sul brand turistico della regione.

I rischi dello stallo: frammentazione e perdita dei fondi statali

Il fulcro della contestazione risiede nel cambio di strategia amministrativa avvenuto nel 2025, anno in cui la Regione ha deciso di interrompere il modello di finanziamento a triennalità regolato dalla Legge Regionale n. 19/2017. Senza la certezza di una programmazione a lungo termine e a causa della totale mancanza di informazioni sui prossimi bandi regionali, l’intero comparto si trova privato degli strumenti minimi per pianificare cartelloni con artisti di rilievo nazionale, le cui agende vengono bloccate con anni di anticipo.

I pericoli evidenziati nella missiva sono molteplici e interconnessi: si teme innanzitutto un impoverimento artistico, con il rischio concreto di un ritorno a una serie di “eventi spot” scollegati tra loro e privi di una visione organica; a questo si aggiunge la perdita dei finanziamenti nazionali, poiché l’assenza di cofinanziamento regionale bloccherà l’accesso ai fondi statali del Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo (FNSV), traducendosi in una perdita secca di risorse economiche per la Calabria; infine, si profilerebbe una grave crisi occupazionale e dell’indotto, dove la precarietà contrattuale colpirà centinaia di figure professionali tra tecnici, attori e organizzatori, alimentando una nuova fuga di cervelli verso territori capaci di offrire maggiori garanzie e danneggiando l’intera filiera commerciale legata a strutture alberghiere, trasporti e ristorazione.

L’appello alla Giunta: ripristinare la pluriennalità

La lettera si conclude con una richiesta esplicita indirizzata a Occhiuto e alla sua Giunta, affinché vengano emanati con la massima urgenza nuovi avvisi pubblici capaci di dare sostegno strutturale alle stagioni teatrali. Per il direttore artistico di AMA Calabria è indispensabile ripristinare la lodevole logica dei bandi pluriennali per restituire stabilità economica e dignità professionale a un comparto che si è dimostrato un fondamentale volano di sviluppo sociale e civile per l’intera collettività calabrese.

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