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Porto di Vibo Marina, il Pd difende la svolta turistica e attacca il centrodestra

La segretaria provinciale Teresa Esposito rivendica il successo dell'Amministrazione sulla riconversione dell'area portuale, definendo le critiche della minoranza come una "reazione scomposta" per coprire quindici anni di immobilismo e mancate promesse

“La recente via libera dell’Autorità Portuale per la trasformazione turistica del porto di Vibo Marina ha scatenato le critiche del centrodestra locale. Ma a ben guardare, più che una critica politica, quella della minoranza sembra una reazione scomposta davanti a un successo amministrativo del Sindaco, che mette a nudo quindici anni di inerzia”. Lo afferma Teresa Esposito, segretaria provinciale del Pd di Vibo Valentia.

Il fallimento del passato

A giudizio della rappresentante del Pd, “le coalizioni di centrodestra che hanno guidato il territorio non sono riuscite a produrre un solo atto concreto per cambiare il volto industriale di Vibo Marina. Oggi, quegli stessi attori criticano la soluzione per la concessione (4 anni anziché 20), ignorando che questo step è l’unica via pragmatica per avviare il processo di delocalizzazione dei depositi costieri senza bloccare l’economia cittadina per altri vent’anni”.

Lavoro e delocalizzazioni: la sfida del sindaco

Secondo Esposito, “mentre l’opposizione lamenta l’assenza di un cronoprogramma, l’attuale Amministrazione ha già tracciato la rotta: mettere la Meridionale Petroli davanti a una scelta di responsabilità verso la città. L’obiettivo è chiaro: trasformare l’area industriale in un polo d’attrazione turistica , senza però calpestare i diritti dei lavoratori. La parte commerciale prerogativa del porto, sarà sempre garantita. La progettazione della delocalizzazione non è una “prerogativa lasciata alla società”, come dice la minoranza, ma un percorso che il Sindaco sta presidiando con fermezza”.

Una fase positiva

La segretaria provinciale del Pd è convinta: “I cittadini di Vibo Marina vedono finalmente un movimento. La fase è dichiaratamente positiva e il tentativo di gettare ombre sulle carte ‘non viste’ appare come l’ultimo rifugio di chi non ha argomenti. Dopo 15 anni di promesse mancate, i 4 anni di questa concessione pesano molto più del nulla che li ha preceduti”.

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