Prossimità, liste d’attesa e collaborazione con il Terzo Settore: incontro tra l’ASP e il Comitato Consultivo Aziendale misto

Il commissario Battistini presenta le linee guida strategiche per l'azienda sanitaria: dalla riorganizzazione dello Jazzolino alla medicina di prossimità. Il presidente del CCAm Leonardo Monteleone: incontro molto positivo e produttivo

Nella giornata di ieri, convocati dal commissario dell’ASP di Vibo Valentia, Battistini, si è tenuto un importante incontro durato più di due ore e mezza con il Comitato Consultivo Aziendale misto (CCAm). È stata una riunione importante e proficua, occasione per presentarsi al nuovo commissario e perché il CCAm è stato richiamato a svolgere le attività di rappresentanza della comunità provinciale assegnategli dai precedenti commissari e fissati nel regolamento pubblicato.

“Negli ultimi mesi – si legge in una nota del Comitato – il cambio della Direzione Generale non aveva permesso di poter affrontare parecchie tematiche aperte al tavolo di concertazione da più di due anni. Con la convocazione il commissario ha dato segno di un nuovo auspicato modo di governare, di intendere e vivere la questione sanità vibonese, anticipando i punti principali del progetto che intende realizzare in collaborazione con tutti gli addetti alla sanità: dipendenti ed enti del Terzo Settore”.

Il piano strategico: dallo Jazzolino alla medicina di prossimità

Battistini ha proseguito illustrando i criteri con i quali si propone di affrontare e risolvere le problematiche ataviche che attanagliano la sanità vibonese. Ha esposto tutte le iniziative, le attività e gli interventi che l’Azienda intende sviluppare per attivare le potenzialità e funzionalità necessarie dello Jazzolino, delle case e degli ospedali di comunità e della medicina di prossimità più in generale, sintetizzando l’orientamento con il principio di portare possibilmente il medico dal paziente e non il paziente dal medico.

Tra gli obiettivi strategici rientra una nuova organizzazione del Distretto per poter recuperare il ritardo nelle liste d’attesa, nei pagamenti delle fatture dei creditori e delle attività aggiuntive dei sanitari. L’obiettivo finale è che “la medicina di prossimità, con la collaborazione delle categorie sanitarie, delle guardie mediche e degli enti del Terzo Settore, possa diventare a regime un filtro per la presa in carico da parte del Pronto Soccorso degli assistiti per patologie non curabili a domicilio o in day hospital”.

Centralità del cittadino e trasparenza amministrativa

Il commissario ha ribadito la “necessità e la volontà di riportare al centro della Sanità vibonese il cittadino e i suoi bisogni, avviando dei percorsi in cui i dirigenti aziendali debbano essere coinvolti per la risoluzione dei problemi non ordinari e affinché il sistema debba muoversi dietro procedure trasparenti e conosciute da tutti gli addetti, senza muoversi secondo regole improvvisate”. Per la realizzazione del macro progetto illustrato “ha proposto di avviare una fase di coprogrammazione per un’amministrazione condivisa, coinvolgendo altre associazioni portatrici di esperienze in campo sanitario”.

La posizione del CCAm

Il presidente del CCAm, Leonardo Monteleone, ha dichiarato a nome dei presenti che “il primo incontro è da ritenersi molto positivo e produttivo”, rilevando che “le proposte presentate in larghe linee dal generale Battistini sono da accogliere con spirito costruttivo e che da parte del CCAm ci sarà tutto l’impegno a realizzare al più presto il target indicato”. Monteleone ha evidenziato come si sia “instaurato un nuovo rapporto di fiducia, nella convinzione che collaborando lealmente e portando al tavolo, oltre alle segnalazioni di eventuali inosservanze o criticità, anche le proposte per prevenirle e risolverle, sarà garantito il diritto alla salute del cittadino”.

A conclusione dei lavori, nel ringraziare il commissario per l’”opportunità data”, Monteleone ha dichiarato la “disponibilità alla collaborazione attiva anche con i futuri dirigenti dell’Azienda. La presa di posizione è avvenuta con la consapevolezza che non esiste ancora una bacchetta magica da agitare per sistemare tutto, ma con la certezza che senza preconcetti e attraverso l’ascolto reciproco si potrà realizzare il progetto calato sul territorio, soddisfare il fabbisogno delle singole comunità e fare in modo che l’ASP diventi appetibile sia per i cittadini sia per il personale sanitario di cui si necessita”.

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