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Punto nascite, è caos allo Spoke: Campana (AVS) attacca il “cortocircuito istituzionale”

Note ufficiali e retromarce repentine sul trasferimento tra Rossano e Corigliano. L'affondo: "Sanità governata da impulsi politici e non da procedure, a rischio la vita delle persone"

“Quello che sta accadendo nello spoke di Corigliano Rossano non è più tollerabile. È un cortocircuito istituzionale che mette a rischio la vita delle persone”. È durissimo l’intervento di Giuseppe Campana, che affonda il colpo sul caso del trasferimento del punto nascite tra l’ospedale Ginnettasio di Rossano e il Compagna di Corigliano, tra decisioni e retromarce consumate nel giro di poche ore.

“Parliamo di fatti, non di opinioni: una nota ufficiale — attacca Campana — dispone lo stop ai ricoveri per trasferire il punto nascita, poche ore dopo un’altra nota la revoca. Questo significa una sola cosa: la sanità non è governata da procedure, ma da impulsi politici. Nel pieno della riorganizzazione dello spoke, l’Asp prima dispone il blocco dei ricoveri per consentire il trasferimento, salvo poi fare marcia indietro nello stesso giorno. Sullo sfondo, si sta consumando inevitabilmente uno scontro tra livelli sanitari e politici, con milioni di euro già spesi per reparti rimasti che rimangono inutilizzati”.

La vita delle gestanti

“Sia chiaro, non è una guerra tra Corigliano e Rossano — chiarisce Campana — ed è vergognoso ridurre tutto a questo. Qui è in gioco il rispetto degli atti amministrativi e delle procedure sanitarie. Un documento ufficiale non può diventare carta straccia nel giro di poche ore solo perché qualcuno, nella stanza dei bottoni, cambia idea, mettendo a repentaglio la vita delle gestanti”. “La verità – affonda il portavoce regionale di AVS – è che la politica continua a mettere le mani dove non dovrebbe. Decide, impone, revoca, interferisce. E lo fa su reparti delicatissimi come Ginecologia e Ostetricia, dove ogni scelta pesa sulla sicurezza di madri e neonati”.

“Qui non siamo davanti a inefficienza, ma a un sistema deformato – Campana alza ulteriormente il livello dello scontro – dove la catena decisionale è piegata a logiche estranee alla medicina. È inaccettabile che atti ufficiali vengano firmati, e poi ritirati come se nulla fosse. La sanità non è un terreno di conquista politica. O si ristabilisce il primato delle procedure, della trasparenza e della responsabilità – conclude Giuseppe Campana senza lasciare spazio a mediazioni – oppure continueremo ad assistere a questo spettacolo indegno. E a pagare, come sempre, saranno i cittadini”.

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