Avrebbe approfittato della fragilità di una persona appena colpita da un lutto familiare per appropriarsi di ingenti somme di denaro e del ricavato della vendita di alcuni beni. Con l’accusa di appropriazione indebita, estorsione e minaccia, un uomo è finito agli arresti domiciliari dalla Guardia di finanza che ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip su richiesta della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, guidata da Giuseppe Borrelli. L’indagine è partita da una denuncia presentata nel marzo 2024. Una denuncia integrata nel dicembre dello stesso anno e che ha consentito agli investigatori di ricostruire la vicenda vissuta dalla vittima.
La ricostruzione
Dopo la morte di entrambi i genitori, infatti, quest’ultima si sarebbe affidata a una parente per essere aiutata nella gestione delle questioni patrimoniali e personali. Parente che l’avrebbe messa in contatto con l’indagato che si sarebbe proposto come persona di fiducia in grado di aiutarla nella gestione del patrimonio. Una volta instaurato il rapporto fiduciario, l’uomo avrebbe convinto la persona offesa a vendere parte degli immobili di sua proprietà e diversi monili di famiglia, sostenendo che le somme sarebbero servite per far fronte alle spese quotidiane.
In particolare, l’indagato avrebbe ottenuto una procura speciale per stipulare un contratto preliminare di vendita di un immobile, incassando così un acconto di 60mila euro che, però, non sarebbe mai stato consegnato alla vittima del raggiro.
La stessa, inoltre, tra ottobre e dicembre 2023, sarebbe stata convinta a vendere oggetti in oro e argento ereditati dalla madre presso un compro oro cittadino. Dei 22mila euro ricavati dalla vendita, però, l’indagato ha trattenuto quasi tutta la somma dando soltanto 530 euro in contanti alla persona offesa. Oltre alla misura cautelare, i finanzieri hanno eseguito anche una perquisizione domiciliare nella sua abitazione per acquisire ulteriori elementi utili alle indagini. (Ansa)


