Sanità a Catanzaro, prima l’efficienza degli ospedali: confronto su emergenza, oncologia e diagnostica

È la linea emersa dall’incontro tra il consigliere regionale Enzo Bruno, i medici Lino Puzzonia e Pasquale Muccari e il commissario straordinario dell’Aou “Dulbecco”, Simona Carbone

Un confronto diretto e positivo, lontano dalle contrapposizioni ideologiche e centrato sulle priorità operative. Il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di “Tridico Presidente”, affiancato dai dottori Lino Puzzonia e Pasquale Muccari, ha incontrato il commissario straordinario dell’Azienda ospedaliero-universitaria “Dulbecco”, Simona Carbone, per parlare di questioni strategiche e centrali della sanità catanzarese. La linea emersa dal confronto è stata chiara: prima di discutere di nuovi ospedali, occorre mettere in piena efficienza quelli esistenti, intervenendo in modo deciso sui settori più delicati — oncologia, diagnostica avanzata ed emergenza-urgenza.

Uno dei passaggi centrali ha riguardato proprio la prospettiva del nuovo ospedale. Sottolineato come un’opera di tale portata richiederebbe tempi lunghi con il rischio di immobilizzare risorse che oggi servono per affrontare criticità immediate. La priorità indicata è dunque l’investimento in tecnologia avanzata, robotica, alta specializzazione e potenziamento della diagnostica per immagini: strumenti fondamentali per ridurre le liste d’attesa e rendere il territorio più attrattivo per professionisti e pazienti.

Pronto soccorso di Germaneto

Sul tavolo anche il progetto del nuovo Pronto soccorso a Germaneto. Il commissario Carbone ha confermato che il progetto esiste, è stato aggiornato ed è stato trasmesso ai Lavori Pubblici per la valutazione tecnica e finanziaria, con un investimento stimato intorno ai quattro milioni di euro. Tuttavia, il tema non è soltanto edilizio. Il Policlinico – presidio Mater Domini in località Germaneto – nasce come struttura a prevalente vocazione elettiva, mentre la risposta alle patologie tempo-dipendenti (ad esclusione di quelle cardiologiche per cui il presidio già risponde) – trauma, ictus, emergenze complesse – fanno capo al Dipartimento Emergenza-Urgenza del “Pugliese”. La soluzione prospettata è quella di un modello integrato: un unico sistema di emergenza coordinato su due sedi, con protocolli chiari per il 118 e una gestione unitaria, evitando sovrapposizioni e frammentazioni.

Oncologia

Particolarmente sentito il tema dei controlli oncologici. Evidenziato come molti pazienti, soprattutto per esami PET e medicina nucleare, siano ancora costretti a spostarsi fuori regione. Una mobilità sanitaria che non rappresenta una scelta, ma una necessità legata alla limitata capacità produttiva locale. La gara per la nuova PET del presidio “Mater Domini”, assicura il commissario Carbone, è stata conclusa e la macchina dovrebbe essere operativa entro pochi mesi; al presidio “Pugliese” è in corso la rimodulazione dei fondi per il potenziamento delle dotazioni, mentre una PET mobile è attualmente in funzione in fase transitoria.

Carenza di medici

Ma il problema non è soltanto tecnologico. Nel confronto è emerso con chiarezza che il principale collo di bottiglia resta la carenza di medici nucleari e tecnici specializzati. I concorsi banditi non sempre producono candidati, anche a causa di una carenza strutturale nazionale di alcune specialità e della maggiore attrattività del settore privato. Senza personale adeguato, anche le nuove apparecchiature rischiano di non esprimere appieno il proprio potenziale. Una questione che impone programmazione, politiche di attrattività e scelte strutturali che vadano oltre la dimensione aziendale.

In merito all’Unità Farmaci Antiblastici, considerata strategica per il rafforzamento del percorso oncologico, così come per il potenziamento complessivo della diagnostica, snodo essenziale nella riduzione delle liste d’attesa, arrivano precise rassicurazioni: l’UFA sarà ripristinata in tempi brevi: sono già iniziati i lavori di ristrutturazione per riportare il reparto nel presidio “Ciaccio”.

Il senso politico dell’incontro è stato esplicito: non si tratta di opporsi a una visione futura, ma di stabilire una gerarchia di priorità. Prima garantire ai cittadini risposte immediate, investendo in tecnologia, personale e organizzazione. Solo così sarà possibile ridurre la mobilità passiva e ricostruire fiducia nel sistema sanitario locale.

Un confronto che non chiude il dibattito sul futuro, ma lo riporta sul terreno dell’efficienza concreta e delle soluzioni operative.

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